Il piano Le ambizioni per il salto di qualità

Il rapporto “Roma porta dei tempi” è il risultato del lavoro della “Commissione per il futuro di Roma capitale”, istituita da Alemanno nell’ottobre 2008. È diviso in 5 “ambizioni”, ciascuna delle quali include gli obiettivi e le decisioni necessarie per realizzarla. Ecco una breve sintesi.
La città policentrica. La capitale deve essere multipolare, ovvero sviluppare più centri accanto a quello storico. Occorre riqualificare le periferie e creare reti di trasporto pubblico efficienti. Il futuro assetto dell’area metropolitana contempla un decentramento delle attività direzionali verso il quadrante Sud-Ovest, che già si caratterizza per la sua vocazione congressuale, e verso l’ex Sdo di Pietralata.
La città dei saperi e delle conoscenze. Investire in formazione, ricerca e innovazione e favorire la messa in rete delle università cittadine, tramite istituti ad hoc, come la conferenza dei rettori. Bisogna costruire nuove strutture residenziali per gli studenti (si parla di progetti per tre campus), e introdurre specializzazioni come la “Design school”, incentivando gli studi di archeologia e restauro.
Città del turismo, dell'entertainment e dell'economia e tempo libero. Ammodernando le strutture e diversificando l'offerta di ospitalità si può attrarre ogni genere di flusso turistico: giovanile, d’affari, congressuale, fieristico, religioso, crocieristico e nautico, arrivando a coinvolgere anche Ostia, Fiumicino e Civitavecchia. Ai progetti già noti di festival e parchi a tema si aggiunge la costituzione di un Polo internazionale dello spettacolo e della moda, il rilancio degli studios di Cinecittà e la costruzione di stadi polifunzionali.
La città coesa e solidale. Sostenere progetti di welfare per proteggere le fasce deboli, affrontare il problema-casa partendo dall’edilizia popolare e riorganizzare la sanità romana. Forte è l'attenzione per le tematiche ambientali, che passa dalla diffusione delle energie rinnovabili al risparmio energetico e alla corretta gestione dei rifiuti.
La città competitiva e internazionale. Necessario un Piano strategico dell’innovazione. Sono coinvolti i settori della ricerca e della produzione nei comparti del farmaceutico e delle nanotecnologie, mentre come punto d'arrivo, tra gli altri, c’è lo sviluppo di un polo per l’ingegneria aerospaziale. Sul fronte diplomatico Roma potrà candidarsi a svolgere un ruolo di calamita per tutti i paesi del Mediterraneo, del Medio Oriente che guarderanno all’Europa per la formazione delle loro classi dirigenti. Da qui l’idea di dare vita a una Scuola del negoziato e dello scambio culturale.