Piano anti-crisi, venti milioni alle famiglie

Dal Pirellone fondi straordinari a chi ha più di tre figli. Aiuti anche
per chi fatica a pagare mutuo o affitto Formigoni: "Tre miliardi di
crediti alle piccole imprese in difficoltà". Accolte alcune proposte
del Pd

Aziende sull’orlo della chiusura, posti di lavoro traballanti, famiglie al collasso con rate del mutuo impossibili da pagare. La crisi economica non risparmia la Lombardia, che registra cali del 2% nell’industria e del 5 nell’artigianato. Gli investimenti sono meno e le previsioni per gli affari dei prossimi mesi non sono delle migliori. Il Pirellone non sta a guardare ma vara un piano per far fronte al tracollo. «La crisi finanziaria - commenta il presidente della Regione Roberto Formigoni - minaccia di allungare ancora per lungo tempo la sua ombra sull’economia reale e può minare le basi di un rilancio dello sviluppo anche in Lombardia». I rischi, secondo il governatore lombardo, sono due: veder andare sul lastrico i soggetti più deboli e «intaccare l’economia reale, legata al lavoro e lontana dalle logiche speculative che hanno piegato i mercati finanziari». Per questo la Regione passa ai fatti, in attesa che il governo decida come utilizzare gli 80 miliardi investiti per il rilancio economico.
Alle imprese, in particolare quelle medio piccole, verranno garantiti i fondi necessari non solo per «stare in piedi» ma anche per programmare piani di un certo respiro. «Nel complesso - è la garanzia di Formigoni - saremo in grado di mobilitare oltre tre miliardi di euro per il credito, con un intervento congiunto con le camere di Commercio sulle garanzie».
Viene tesa una mano anche alle famiglie, soprattutto a quelle numerose: 20 milioni di euro saranno distribuiti alle coppie con più di tre figli. «Riconosciamo il ruolo centrale della famiglia, fondamento della nostra società» commenta l’assessore alla Famiglia e solidarietà Giulio Boscagli.
Inoltre si aiuterà anche chi non riesce a sostenere le rate del mutuo per la casa. «Puntiamo - spiega Formigoni - a riportare tutti i mutui al tasso stipulato». Aiuti in arrivo anche per le famiglie che non riescono più a sopportare l’aumento dell’affitto. Niente tasse nuove. «Non verrà nemmeno reintrodotta - puntualizza il governatore - l’addizionale regionale sul gas metano, a differenza di quanto fanno altre regioni». Dal Pirellone arrivano anche alcune richieste al governo, tra cui l’attuazione del federalismo. E ovviamente all’invito si unisce anche la Lega Nord. Per uscire dalla crisi, il presidente del Carroccio Stefano Galli dà qualche suggerimento: «Legare gli stipendi al costo della vita del territorio dove si vive, aiutare soprattutto le imprese più piccole, valorizzare le banche regionali, tutelare chi sta pagando il mutuo».
A dimostrazione del fatto che la battaglia per salvare la Lombardia è bipartisan, il Consiglio regionale ha approvato anche alcune proposte del Pd per risollevare le sorti economiche della Lombardia. I democratici di fatto chiedono di tutelare il lavoro, sostenere il reddito, rendere più semplice l’accesso al credito e garantire le infrastrutture per Expo. Bocciata solo la parte dell’ordine del giorno firmato Pd in cui si chiedono sostegni alle famiglie, a partire dalle fasce più deboli, tramite l’esenzione dal pagamento dell’Irpef. Il parlamento lombardo è anche tornato a discutere degli affitti Aler, dopo l’accordo firmato dall’assessore alla Casa, Mario Scotti, e dai sindacati per aumentare le quote mensili nelle case popolari.
«Le famiglie - ha sostenuto il presidente dei Verdi, Carlo Monguzzi - non ce la fanno a sostenere gli aumenti». «In tanti - ha aggiunto Franco Mirabelli dai banchi dell’opposizione - andranno seriamente in crisi». Sveva Dalmasso, del gruppo Per la Lombardia, ha raffreddato gli animi: «Faccio notare - è intervenuta - che il canone medio delle case Aler non supera i 130 euro. Perciò questo problema non è tra le priorità da risolvere». Passato il suo emendamento per proteggere l’occupazione femminile.