Il piano anti-deficit provoca divisioni nella maggioranza

Oggi arriva in Giunta regionale il piano anti-deficit già bocciato una prima volta dal governo. Si discuterà soprattutto del taglio di 4400 posti letto e della chiusura entro l’anno del Forlanini. Giovedì, poi, il piano sarà presentato al governo. Questo calendario stretto non va giù alla stessa maggioranza di Marrazzo. Tra le altre censure si segnala quella di Donato Robilotta che chiede a gran voce di portare il piano antideficit in aula e non nella ristretta cerchia della giunta. «È grave che i vertici dell’assessorato regionale alla Sanità e dell’Asp diano ai giornali notizie dettagliate sul piano antideficit, che la Regione deve presentare al governo, come se fossero decisioni già prese, mentre l’assessore Augusto Battaglia non senta il dovere di dare una informativa al Consiglio anche tramite la Commissione Sanità».
Secondo Robilotta, capogruppo alla Regione Lazio dei Socialisti Riformisti della Rosa nel Pugno, il piano va portato in consiglio prima di consegnarlo al Governo, perché come prevede il nuovo Statuto della Regione la materia della programmazione e della pianificazione economica-sociale spetta al Consiglio. «Ho fatto inserire nell’ultima finanziaria - aggiunge Robilotta - un emendamento che obbliga la giunta a portare il piano in aula ed è del tutto evidente che l’eventuale piano presentato al Governo fino a quando non viene approvato dal Consiglio non ha nessun valore legale».
«Quanto ai nuovi ospedali di cui si continua a parlare - aggiunge Robilotta - ricordo che il consiglio ha dato il via libera solo a quello del Golfo e dei Castelli, per il quale la Regione ha chiesto un mutuo alla Cassa Depositi e Prestiti e a quello che mi risulta c’è qualche problema per l’erogazione visto l’indebitamento della Regione».
Gli fa eco Alessio D’Amato, capogruppo di Ambiente e lavoro per la Sinistra europea che punta il dito contro i tagli dei posti letto. «Improponibile approvare la delibera del piano di rientro dal deficit sanitario coi tagli dei posti letto, senza un passaggio in aula - commenta D’Amato - . Questa delibera riveste infatti una particolare rilevanza per il settore sanitario, e tutto il consiglio deve essere coinvolto in queste scelte delicate. Auspico inoltre che venga rivisto l'intero sistema tariffario, che è il vero elemento di incidenza sui costi sanitari».