"Il piano anti-rifiuti è inutile. Può reggere solo un mese"

Il presidente di Federambiente: "I siti individuati sono temporanei. Con il caldo, si tornerà allo sbando"

Milano - Daniele Fortini, dia un voto al piano De Gennaro sullo smaltimento dei rifiuti di Napoli, in qualità di presidente di Federambiente.
"Gli darei un 6 per il tentativo risolvere il problema e trovare soluzioni in casa dei napoletani"

Tentativo?
"Sì, tentativo perché è stato fatto un piano di emergenza ma non è stato detto cosa succederà tra 90 giorni quando il problema si ripresenterà in tutta la sua drammaticità".

Ma allora queste soluzioni sono meno che temporanee?
"Il piano riuscirà a raccogliere il milione di rifiuti sparso in mezzo le strade. Ma ogni giorno la Campania produce 7mila tonnellate di spazzatura. Quella dove la mettiamo?".

De Gennaro non l’ha spiegato?
"No. Lui tra tre mesi avrà finito il suo incarico".

Lei prevede una primavera, o peggio, un’estate torrida sul fronte rifiuti?
"Il rischio c’è. L’emergenza potrebbe diventare anche sanitaria".

Perché?
"Se non si trova una soluzione a medio termine ci ritroveremo ancora i cumuli di spazzatura per strada. Attualmente la cosa è sostenibile perché, con una temperatura ambientale di 5-6 gradi la fermentazione è più lenta. Se si superano 20 gradi la fermentazione accelera si scatenano anche le zanzare e i topi".

Ma le discariche riaperte serviranno pure a qualcosa.
"Sono vecchie e dunque quasi piene. Non possono contenere quantitativi significativi di spazzatura oppure prima o poi scoppieranno".

E i siti di stoccaggio individuati dal supercommissario?
"Potranno ospitare rifiuti ma solo per 30 giorni, poi vanno rimossi perché sono aree transitorie altrimenti diventerebbero discariche senza sicurezza".

Lei cosa propone per evitare il peggio?
"L’unica cosa che c’è da fare è individuare uno o più siti per allestire discariche nuove senza pensare di spedire la spazzatura all’estero".

E i nostri termovalorizzatori quando saranno in funzione?
"Se fossimo a Copenaghen direi tra 30 mesi. Invece siamo in Campania".

Quindi?
"Dobbiamo immaginare almeno tre anni. Solo quella di Acerra, incrociando le dita, dovrebbe essere pronta per fine 2008".

Allora la sua costruzione è quasi ultimata?
"Siamo all’ottanta per cento del cantiere ma i lavori, sono iniziati già da cinque anni".

E non hanno ancora finito?
"No, perché c’è un contenzioso in corso in cui si è interessata la magistratura e durerà diversi anni".

E allora questo ottimismo sul suo imminente funzionamento?
"I lavori devono assolutamente essere ultimati e il 29 gennaio si apriranno le offerte delle imprese che si sono candidate a completare l’impianto e farlo partire. Ma le premesse non sono buone e la gara potrebbe non dare esiti positivi".

Se Acerra non parte cosa succede?
"Se non partisse sarebbe una catastrofe".

De Gennaro confida nella raccolta differenziata.
"Bisognerebbe farla al 50% e non è neppure immaginabile una cosa del genere".

Perché?
"A Milano la differenziata, dopo anni di sensibilità ambientale, è al 41 per cento. A Napoli attualmente siamo fermi all’11 per cento. Bisogna fare ancora tanta strada e servono molta volontà, senso civico e responsabilità politica degli amministratori".

Ma lei se li vede i napoletani fare la raccolta differenziata?
"C’è una leva fondamentale, quella del portafoglio. Si deve premiare economicamente, magari non facendo pagare l’ecotassa a chi fa la differenziata e si deve sanzionare chi trasgredisce".