«Il piano antideficit di Marrazzo? Oggetto misterioso»

«A due mesi dall’invio della diffida al presidente Marrazzo da parte del premier Prodi per ottemperare alle misure di ripiano concordate, il piano di rientro resta ancora un oggetto misterioso». Lo sostiene il senatore Cesare Cursi (An), vicepresidente della commissione Igiene e sanità di Palazzo Madama, esprimendo profonda preoccupazione per i risultati di queste ore usciti dal tavolo tecnico sulla verifica del piano della regione Lazio. Infatti secondo l’esponente di An «è assolutamente falso che la Regione non aumenterà le tasse, perché ciò non rientra nella sua facoltà decisionale. La Regione deve ripianare il disavanzo corrente, che s’attesta su 1700 milioni».
Senatore Cursi, quali sono
le misure proposte dall’esecutivo regionale e bocciate dai tecnici del ministero dell’Economia?
«La valorizzazione del patrimonio e il ricorso a tesoretti nascosti nelle pieghe del bilancio regionale, per dirne alcuni. Sono stati ritenuti tutti provvedimenti di fanta-economia. Altri, quali la vendita di alcuni padiglioni del Santa Maria della Pietà alla Sapienza, non sono stati tenuti in conto poiché secondo le norme Eurostat le alienazioni tra enti pubblici non generano ricchezza ma spostano solo risorse da un ente all’altro. Insomma sono passati inutilmente due mesi e già si pensa a rinviare la procedura di ripiano alla fine di dicembre o a gennaio 2008».
Una procedura che dovrebbe contenere quali misure?
«La Regione deve approvare provvedimenti che incidano sulla riduzione delle spese per i beni e i servizi, per il personale, per la spesa farmaceutica e per il tetto dei privati accreditati. Si chiedono, cioè, scelte di natura strutturale che dovranno obbligatoriamente tener conto dei costi e delle professionalità che operano nella nostra sanità. Ogni decisione dovrà essere basata su un criterio di economicità e qualità dei servizi assistenziali offerti. Cioè, se al San Camillo a parità di qualità i ricoveri costano più che al Gemelli è chiaro che non potrà essere penalizzata quest’ultima struttura».
Insomma, pare difficile che i cittadini del Lazio possano sperare in una diminuzione della pressione fiscale nella Finanziaria regionale 2008...
«La normativa vigente prevede automaticamente per le regioni inadempienti, come il Lazio, l’aumento dei tributi senza limite e fino alla copertura dei disavanzi. Il tavolo tecnico ha certificato la mancanza di copertura per circa 500 milioni di euro del disavanzo di gestione 2007, che segna così un saldo negativo accertato di circa 1,7 miliardi di euro, risultato ben peggiore di quello registrato dalla precedente giunta di centrodestra».