Il "piano B" dei finiani: fondare l’ennesimo partito "No Cav"

È un sabato del villaggio. I finiani scrutano, aspettano, cercano di
interpretare i segni del cielo e sono pronti alla svolta. Tutto, però,
dipende da Berlusconi. Tocca a lui, dicono, l’ultima mossa, quella che
rovescia il tavolo, quella in cui tutti si giocano tutto

È un sabato del villaggio. I finiani scrutano, aspettano, cercano di interpretare i segni del cielo e sono pronti alla svolta. Tutto, però, dipende da Berlusconi. Tocca a lui, dicono, l’ultima mossa, quella che rovescia il tavolo, quella in cui tutti si giocano tutto, come accade ai giocatori di poker texano, quando dopo aver spento l’ultima sigaretta, dicono: all inn. La domanda che molti «congiurati» del Pdl ora si fanno è quindi questa: quando Berlusconi si giocherà tutto? Quando metterà sul piatto l’ultima sfida elettorale? Qualcuno spera che l’annuncio dello show down arrivi questa domenica, lì nella solita Milano, dove tutto inizia e finisce. Forse dovranno aspettare ancora. Non sarà il Cavaliere a chiamare il finale di partita. Non spetta a lui che governa, ma agli altri. E gli altri magari hanno paura del voto. Si sta insomma così, in questa attesa. Nel frattempo ognuno prepara il suo futuro.
Gli scenari cominciano a essere molto più chiari. La miccia, il punto di partenza, è appunto il voto. Fini lo ha detto da tempo: le elezioni anticipate segneranno la morte del Pdl. Casini lo ha fatto capire ieri, con una frase neppure tanto sibillina. Che fa Fini se si vota? «Aspettatevi sorprese». Molti finiani cominciano a sussurrarlo senza tanti tabù, soprattutto quelli che non credono più nell’azione dei «pontieri» e pensano che questa situazione da separati in casa non faccia bene a nessuno. Aspettano un segnale, quella parola di quattro lettere. Ecco un po’ di sana fantapolitica. Se Berlusconi chiama il voto, Fini ha già pronta la sua strategia di uscita dal Pdl, il suo piano B. Insomma, un nuovo partito. C’è un nocciolo duro di parlamentari. Altri verranno, qualcuno scommetterà contro Berlusconi e sarà lesto a muoversi in soccorso del vincitore. A quel punto si parte con la campagna elettorale. Se ne parli con i finiani ti dicono che c’è azzardo, ma non paura. Il partito di Fini si presenterà all’interno di una coalizione. Non un grande partito, ma una casa comune per sfruttare il premio di maggioranza senza disorientare troppo gli elettori. Non si può mischiare Buttiglione con Pannella o gli ex Pdl con Di Pietro. Ognuno con la sua identità, ma tutti insieme nello stesso minestrone antiberlusconiano. La scodella è appunto quella che sta preparando Casini, questa mega alleanza per la democrazia che tiene dentro tanti partiti e serve a un solo scopo: eliminare l’anomalia. Una volta battuto il Cavaliere si va alla ricerca di un nuovo equilibrio, in una sorta di intervallo in stile Gaber: dov’è la destra, dov’è la sinistra.
La speranza è metterci dentro tutti, ma proprio tutti. Forse solo Rifondazione e gruppuscoli vari non sono ancora stati invitati al party «no Cav». Questa potrebbe essere la lista: finiani, l’Udc di Casini, l’Idv di Di Pietro, Rutelli e i neocentristi, Pannella e i radicali, qualche amico di Montezemolo, quel che resta di Prodi, i verdi di Bonelli, che è l’unico che si chiede: ma con quale programma? E poi il Pd. Sì, anche il Pd, perché questa è una partita che piace tanto a D’Alema. Una volta spazzato via Berlusconi non avrà più bisogno della rappresentanza di Bersani e potrà tornare alla politica italiana, tanto i viaggetti europei sono un piacevole passatempo. Bruno Tabacci fa sapere che le iscrizioni sono aperte fino all’ultimo: «Nel partito del predellino ci sono molte anime in pena. Non solo Fini». Questo è il quadro futuribile ed è lo scenario con cui Fini sta facendo i conti. Come tutti i piani B ha poi diverse porte aperte. L’unica cosa certa è che ci sta lavorando da almeno quattro o cinque mesi. Prima era l’ultima ratio ora è un futuro prossimo. Tutto dipende dai pontieri, che in queste ore stanno lavorando per non arrivare al voto. La bomba comunque c’è.
Tutti sanno che sarà una campagna elettorale da guerra civile. Fini, dicono, attaccherà il suo ex alleato senza sconti. Ma forse è solo un modo per allontanare l’ultimo atto. Si mostrano i muscoli. In attesa che qualcuno dica: all inn.