Piano casa, Berlusconi: "Alloggio a chi non lo ha"

Trovato l'accordo con le Regioni: previsti aumenti volumetrici del 20% per le abitazioni, mentre i centri storici e le aree protette non verranno toccate. Il premier: "Il piano muove 70 miliardi di euro". Entro 10 giorni il decreto

Roma - L'accordo c'è. Dopo un'intensa giornata di trattative, il governo ha raggiunto in nottata un'intesa con le Regioni sulle linee guida del piano casa: sono previsti aumenti volumetrici del 20% per le abitazioni, mentre i centri storici e le aree protette non verranno toccate. Ora la palla passa agli enti locali. Ma il ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto, avverte: "Se le regioni non approveranno le leggi regionali entro 90 giorni, scatterà un potere sostitutivo". "Sono soddisfatto per l’accordo raggiunto, un’altra intesa importante dopo quella sugli ammortizzatori sociali", ha commentato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ringraziando le Regioni per la collaborazione istituzionale: "Ora ci avviamo a studiare l’altro grande piano per la casa". E il premier è già pronto a rilanciare: new town in tutti i capoluoghi di provincia.

Un piano da oltre 60 miliardi Se il 10% dei proprietari di abitazioni mono e bi-familiari decidesse di ampliare la casa, si muoveranno 60-70 miliardi di euro, attualmente fermi nei conti correnti. Si tratta di muovere dai 4 ai 5 punti di pil. "Le Regioni hanno voluto inserire un limite di 200 metri cubi, ma quelle che non vorranno tenere conto del limite possono consentire una cubatura maggiore", ha spiegato il premier nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del Consiglio di ministri, riferendo i contenuti del ’piano casà sui quali si è raggiunta l’intesa con gli enti locali. Il presidente del Consiglio ha sottolineato che il confronto con le Regioni ha consentito di riportare il progetto "all’idea originaria" e, quindi, "le famiglie potranno aumentare del 20% la volumetria" delle case mono e bifamiliari. Quello su cui è stata raggiunta oggi l’intesa con le Regioni "non è un piano-casa, ma possiamo definirlo un piano-famiglia". Dopo questo, infatti, Palazzo Chigi farà un grande piano-casa. Berlusconi ha spiegato che "si tratta della realizzazione in ogni capoluogo di provincia di un insediamento urbanistico per dare una casa a chi una casa non ha. E pensiamo - ha aggiunto - soprattutto alle giovani coppie che oggi non si sposano perchè non c’è offerta di locazione adeguata".

L'avanguardia urbanistica Berlusconi ha descritto anche quello che considera il suo "sogno": "Vedere delle realizzazioni di assoluta avanguardia urbanistica - ha raccontato - con la possibilità per i bambini di raggiungere qualunque punto, campi gioco, chiese, impianti sportivi e scuole senza incontrare automobili". Insomma, creare "unità immobiliari estremamente razionali che, in superfici limitate, possono dare ospitalità a famiglie di 4-5 componenti". Obiettivo che si potrà raggiungere grazie anche a "un intervento del sistema bancario che metta a punto uno strumento di finanziamento che consenta dei mutui con delle rate mensili pari o addirittura inferiori ai canoni di locazione di mercato vigenti in quelle città". Inoltre, parte delle risorse, potrà essere reperita "con la vendita degli immobili pubblici agli occupanti che ne hanno la possibilità".

Entro 10 giorni il decreto Il governo è già a lavoro sul decreto legge che semplificherà le procedure dell’attività edilizia. "Il decreto legge è un lavoro che stiamo già facendo congiuntamente", ha spiegato Fitto aggiungendo che "sicuramente i dieci giorni indicati servono per risolvere gli ultimi dettagli". Le leggi regionali per il rilancio dell’edilizia avranno, invece, 18 mesi di validità. "La disciplina regionale varrà per 18 mesi", ha continuato il ministro. Se le Regioni non dovessero legiferare entro 90 giorni "scatta il potere sostitutivo" proprio "per evitare - ha detto, poi, Fitto - realtà a macchia di leopardo". "Obiettivo di questo governo è arrivare a una sburocraticizzazione dello Stato, a una semplificazione della Pubblica amministrazione, a una semplificazione di tutte le pratiche tra lo Stato e i cittadini", ha detto il premier.

Il testo del piano casa Ampliamenti del 20% degli edifici uni-bifamiliari o comunque di volumetria non superiore ai mille metri cubi. Premi di cubatura del 35% in caso di demolizione e ricostruzione con progetti di bioedilizia. Ma i tetti nazionali si potranno anche superare. Sono questi i principali interventi che saranno contenuti nelle leggi regionali che i governatori s’impegnano a varare entro 90 giorni. L’intesa sottoscritta con il governo prevede che intervenga un commissario ad acta con poteri sostitutivi qualora le Regioni non legiferino. "Le Regioni - si legge nel testo - si impegnano ad approvare entro e non oltre 90 giorni proprie leggi ispirate preferibilmente ai seguenti obiettivi: regolamentare interventi - che possono realizzarsi attraverso piani/programmi definiti tra Regioni e Comuni - al fine di migliorare anche la qualità architettonica ed energetica degli edifici entro il limite del 20% della volumetria esistente di edifici residenziali uni-bi familiari o comunque di volumetria non superiore a 1000 metri cubi, per un incremento complessivo massimo di 200 metri cubi, fatte salve diverse determinazioni regionali che possono promuovere ulteriori forme di incentivazione volumetrica; disciplinare interventi straordinari di demolizione e ricostruzione con ampliamento per edifici a destinazione residenziale entro il limite del 35% della volumetria esistente, con finalità di miglioramento della qualità architettonica, dell’efficienza energetica ed utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e secondo criteri di sostenibilità ambientale, ferma restando l’autonomia legislativa regionale in riferimento ad altre tipologie di intervento". Inoltre le Regioni s’impegnano a "introdurre forme semplificate e celeri per l’attuazione degli interventi edilizi in coerenza con i principi della legislazione urbanistica ed edilizia e della pianificazione comunale. Tali interventi edilizi non possono riferirsi a edifici abusivi o nei centri storici o in aree di inedificabilità assoluta".