Piano Casa, graduatorie più trasparenti

PUNTI FERMI Quattromila case popolari in tre anni, 25mila alloggi in affitto a prezzo concordato, 500 milioni di euro da spendere in tre anni e mutuo sociale

Sala gremita al Teatro di via Gran Paradiso, a Val Melaina, nel IV Municipio, per ascoltare l’assessore alla casa Alfredo Antoniozzi, il vice-presidente della Commissione Europea Antonio Tajani e il consigliere comunale del Pdl Antonello Aurigemma sul tema cruciale dell’emergenza abitativa. Con loro anche l’assessore all’urbanistica Marco Corsini e il commissario romano di Fi Gianni Sammarco.
Su un volantino distribuito in sala sono riassunti i 5 punti fondamentali del piano casa del Comune. In sintesi: trasparenza nelle graduatorie, 4mila case popolari in 3 anni, 25mila case in affitto a prezzo concordato, 500 milioni di euro da spendere in 3 anni, mutuo sociale per i giovani. «Occorre rivedere i criteri di assegnazione degli alloggi, introducendo ad esempio il punteggio per le ragazze-madri - spiega Antoniozzi - Con le precedenti amministrazioni di centro-sinistra le cose non si sono svolte in modo limpido, non a caso è corso un’inchiesta della magistratura su decine di assegnazioni irregolari». L’assessore rivela un dato inquietante scoperto all’atto del suo insediamento: su 3mila persone richiedenti un alloggio del Comune, in graduatoria con 10 punti (il massimo, per famiglie numerose, oppure con disabili o anziani a carico, oppure con redditi bassissimi), solo 945 avevano uno dei suddetti requisiti. Le altre 2mila, no. «Abbiamo dato loro un mese di tempo per mettersi in regola, per produrre la documentazione, ma riteniamo che ben pochi potranno farlo» dice Antoniozzi. Serve quindi rifare i bandi. Ma occorre anche trovare subito nuovi alloggi. Con i 500 milioni a disposizione il Comune comprerà circa 4mila case. Bisognerà risolvere anche il problema dei residence, uno sperpero di soldi intollerabile: 24 milioni all’anno spesi per 1.249 unità abitative. Per l’assessore con quei soldi il Comune può comprare direttamente gli stabili o trovare case in affitto direttamente sul mercato privato a costi molto più bassi. Per l’europarlamentare Tajani la casa è il primo e il più acuto dei problemi a Roma: «La precedente amministrazione comunale non ha fatto quello che doveva fare, ha ceduto troppo spesso alle pressioni di Action e di Nunzio D’Erme. I risultati di questa politica dissennata sono sotto gli occhi di tutti. C’è gente che avrebbe diritto alla casa, che sta fuori. Gente che non ha diritto, che sta dentro. Ora serve recuperare il tempo perduto, restituire i diritti negati in questi anni» conclude Tajani.
All’incontro hanno partecipato oltre 400 persone. Un successo di pubblico notevole, considerato il maltempo e il caos del traffico. «È stato il primo di una lunga serie di incontri che si svolgeranno a Roma per portare a conoscenza dei cittadini il lavoro dell’amministrazione comunale» spiega Aurigemma, già capogruppo di Fi nel IV Municipio, organizzatore della serata: «Val Melaina, Tufello, Vigne Nuove sono tutti quartieri dove il problema della casa è particolarmente sentito».