Piano casa, via libera da Comuni e Regioni

RomaRegioni e Comuni hanno dato il via libera al piano casa del governo, che oggi passa all’esame del Consiglio dei ministri. Ieri la Conferenza unificata Stato-enti locali ha approvato il decreto del presidente del Consiglio, che prevede uno stanziamento di 550 milioni di euro.
Fondamentale per il raggiungimento dell’accordo è stato l’incontro di Palazzo Chigi tra il premier e i rappresentanti dei Comuni, guidati dal sindaco di Firenze Leonardo Domenici. L’esecutivo ha rassicurato gli amministratori locali sul mantenimento di un adeguato livello delle entrate, grazie anche all’introduzione del federalismo fiscale. Tra i motivi che hanno indotto i Comuni alla «pace», va ricordata la possibilità a loro disposizione di aumentare gli introiti, attraverso gli oneri di urbanizzazione sulle costruzioni.
Così nel pomeriggio la Conferenza ha dato l’ok al decreto: l’intesa prevede che il governo finanzi il piano in un primo momento con 200 milioni di euro, e successivamente con una nuova tranche fino alla quota già concordata di 550 milioni, per l’avvio degli interventi di edilizia pubblica sovvenzionata. Obbiettivo, mettere in cantiere 5-6mila nuovi alloggi. Come ha sottolineato il sottosegretario alle Infrastrutture, Mario Mantovani, «a fine marzo il testo verrà approvato dal Cipe e sarà emanato il decreto che renderà immediatamente disponibili 200 milioni per le Regioni e 150 milioni per il Fondo immobiliare nazionale».
Su un altro piano la legge quadro a sostegno dell’edilizia, con le norme che autorizzano l’ampliamento degli edifici. «È un’iniziativa legislativa – ha spiegato il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto - che si muove nel pieno rispetto delle norme costituzionali. Saremo aperti al confronto, le polemiche non hanno senso perché il nostro obiettivo è sburocratizzare e far ripartire l’edilizia». Una leva fondamentale per rilanciare l’intero sistema economico. Le competenze concorrenti saranno rispettate, le Regioni potranno scegliere se adeguarsi al piano. Il governatore lombardo Formigoni si è già posto «l’obiettivo di legiferare prima dell’estate». Confedilizia (proprietari degli immobili), però, ha denunciato il rischio che sia riproposto il «fascicolo del fabbricato», un certificato dello stato di conservazione degli edifici. Il presidente dell’Ance (costruttori), Paolo Buzzetti, ribadendo «soddisfazione» per il piano, ha sottolineato «la necessità di un assenso» da parte del Comune prima di far partire un lavoro di ristrutturazione.