Piano casa, Marrazzo mostra i muscoli ma molti suoi alleati sono favorevoli

ACCORDO Si apre un tavolo di confronto che lavorerà fino all’incontro decisivo di fine marzo

«Sono soddisfatto perché non si è andati al muro contro muro. Prevalgono le ragioni sullo scontro. C’è un clima migliore e diverso tra il governo e le Regioni». Lo ha detto il presidente della Regione, Piero Marrazzo, al termine della conferenza unificata Stato-Regioni sul piano casa. «Le posizioni sul decreto rimangono quelle di partenza - ha proseguito - ma si è deciso di aprire un tavolo in cui reinventare dei temi e trovare un’intesa. I punti sono ora sul tavolo, il lavoro si concluderà entro martedì e ci si ritroverà in conferenza unificata». Queste frasi in politichese sono servite a Marrazzo per mascherare la posizione pregiudiziale di chi intende opporsi al piano casa (in quanto proposta governativa) facendo ricorso a qualunque espediente. Il presidente della Regione ha ignorato le posizioni favorevoli della Cna - la confederazione degli artigiani, certamente non vicina al Pdl - delle associazioni della proprietà, come l’Arpe, ma perfino di numerosi esponenti della sua stessa maggioranza, sia a livello nazionale che locale.
Dal centrodestra una pioggia di critiche. «Mentre il Governo nazionale lavora per combattere la crisi, e per farlo interviene dopo anni con un piano sulla casa - ha fatto notare il capogruppo di Fi alla Regione Alfredo Pallone - il Consiglio regionale non riesce neanche a riunirsi perché la maggioranza di centrosinistra non è capace di trovare un accordo su una proposta di legge in materia di sottotetti che si ispira di fatto all’impianto legislativo che in questi giorni il governo sta mettendo a punto. Dopo l’irresponsabile “niet” di alcune regioni e le prese di posizioni di autorevoli esponenti del Pd come Rutelli e a livello locale Di Stefano e Di Carlo - ha spiegato ancora Pallone - ci troviamo di fronte a una paralisi istituzionale causata dai soliti veti di stampo ideologico del presidente Marrazzo». «Il fatto è che mentre Marrazzo si preoccupa ancora di far prevalere l’ideologia sulla politica - ha rilevato l’esponente azzurro - il presidente Berlusconi sta lavorando con il governo per far ripartire il Paese. È davvero sconfortante che la sinistra non riesca più a ricavarsi un ruolo in questo momento di difficoltà economica e finanziaria del paese e si nasconda dietro le solite campagne propagandistiche senza mai proporre nulla».
Anche Donato Robilotta, dei Socialisti riformisti, ha bacchettato Marrazzo: «Dopo l’apertura al piano casa del governo dell’assessore regionale Mario Di Carlo e del vicesegretario del Pd, Simone Gargano, ora arriva anche il sostegno dell’ex assessore Marco Di Stefano. Dunque sul no a Berlusconi anche nel Pd è in atto una discussione interna per questo chiediamo a Marrazzo, prima di prendere una posizione preconcetta, di aprire una discussione serena in seno al Consiglio regionale. Per questo c’è da augurarsi che la commissione urbanistica convocata per domani (oggi, ndr), alla quale spero venga invitato anche l’assessore Di Carlo, altrimenti non avrebbe senso farla, sia solo un primo momento di dibattito tenendo conto del confronto in atto tra Governo e Regioni».
«Spero e mi auguro - ha detto Robilotta - che il motivo della chiusura del Consiglio non sia dovuto alla discussione sulla legge sui sottotetti che vede la maggioranza spaccata. Sarebbe grave se il Consiglio fosse stato chiuso per impedire che una maggioranza trasversale, che già nei primi articoli aveva messo all’angolo la sinistra radicale, approvasse la legge sui sottotetti».