Piano casa, Napolitano: "Sentire le Regioni"

Il piano non riguarda gli
immobili urbani: si ferma a case monofamiliari,
bifamiliari e costruzioni da rifare dopo che saranno demolite. Pd e Cgil: "E' una norma incostituzionale". Berlusconi: "Il testo che circola non è il mio". Lettera del Qurinale al premier, che però smentisce

Roma - Il piano casa non riguarderà gli immobili urbani, ma si fermerà alle case monofamiliari, bifamiliari e alle costruzioni da rifare dopo che queste saranno demolite. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, circoscrive la portata del piano casa e, alla vigilia del decisivo incontro di domani a Palazzo Chigi con le regioni, aggiunge: "Il decreto legge o ddl che sia non è quello circolato in questi giorni. Ho sentito delle cose che non saranno nel testo". Tuttavia, non si placa lo scontro politico: opposizione e sindacati gridano all'incostituzionalità della norma: "La materia è di competenza regionale ed invece con il decreto i comuni e le regioni sarebbero scavalcati". Ma Berlusconi assicura che, per fare in fretta, venerdì sarà presentato al Cdm un decreto legge che sarà, poi, trasformato in legge quadro. In serata poi la lettera di Napolitano al presidente del Consiglio chechiederebbe di tenere conto del parere delle Regioni. Berlusconi, in proposito, risponde: "Non ne so nulla".

Pd e Cgil contro il piano casa "Ora che abbiamo visto la bozza è tutto drammaticamente più chiaro". Secondo il leader democratico, Dario Franceschini, il piano stravolge la legislazione vigente: "Non ci sono più nè norme urbanistiche nè piani regolatori, azzerati dal decreto legge". Il piano "è una operazione priva di senso e una devastazione del territorio italiano" e perciò "non potrà più trovare una posizione di confronto da parte del Pd". Sulla stessa linea anche il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani: "Ci sono profili di incostituzionalità e può portare ad abusi edilizi". Per il lsegretario Epifani, "in tutta la politica della casa del governo manca qualsiasi riferimento agli affitti".

Berlusconi: "Gli italiani sono favorevoli" Il piano casa del governo raccoglie il favore degli italiani. E secondo il premier anche più di quanto emerso da un sondaggio pubblicato ieri secondo il quale un italiano su due è favorevole al decreto. "Penso che adesso sia anche più di un italiano su due - ha detto il premier commentando il sondaggio, a margine del viaggio prova del Freccia Rossa - tra l’altro i sondaggi sono molto buoni anche per il Presidente del Consiglio e anche per la formazione politica che è una cosa reale e che fonderemo ufficialmente nel fine settimana". Il governo ha in progetto di "fare una legge quadro attraverso un disegno di legge". Tuttavia, per fare in fretta venerdì, nel consiglio dei ministri, sarà fatto un decreto legge sulla casa che sarà, poi, consegnato alle Regioni che, quindi, si regoleranno perché la casa è una materia di loro competenza. Secondo Berlusconi, infatti, "anche le Regioni che vogliono presentare ricorso alla corte costituzionale, si ricrederanno, anche su spinta dei cittadini".

Il testo del piano casa In realtà il testo tanto attaccato dal centrosinistra e dai sindacati non sarebbe quello che venerdì approderà sul tavolo del Consiglio dei ministri. "In effetti il disegno che è circolato non è quello a cui io avevo già lavorato", ha spiegato il presidente del Consiglio che, proprio oggi pomeriggio, ha avuto una sessione sul tema per varare un ddl che affiancherà il decreto, che sarà quello definitivo. Berlusconi ha spiegato di avert "sentito cose che non erano nelle idee iniziali e che non saranno nel testo, cioè quello che riguarda gli immobili urbani". "Decreto o ddl che sia - ha concluso il premier - si fermerà alle case mono e bifamiliari e alle costruzioni da rifare".

Franceschini: "Basta cambiare le carte in tavola" "Il piano casa attualmente è esattamente quello che era stato anticipato da Silvio Berlusconi". Il Pd distribuisce ai giornalisti la bozza del decreto inviata a Comuni, Province e Regioni e avverte che Berlusconi non può "continuamente cambiare le carte in tavola", aggiungendo che se il provvedimento resterà invariato i democratici faranno "muro". Il leader democratico, Dario Franceschini, ha incontrato i giornalisti in conferenza stampa insieme a Pierluigi Bersani, Ermete Realacci, Giovanna Melandri e Andrea Martella. "Fin dall’inizio abbiamo detto che siamo disponibili a discutere - ha ribadito Franceschini -, ma abbiamo visto la bozza del decreto, ed è esattamente in linea con quello che Berlusconi aveva annunciato". Inutile che il premier dica che il testo che circola non è quello vero, ha quindi aggiunto Franceschini: "Il testo vero è questo. Questo non è un piano casa, si chiama decreto cementificazione. Se verrà approvato rovinerà le nostre città, le nostre coste, i nostri paesaggi". Insomma, ha concluso Franceschini, "se faranno marcia indietro, saremo pronti a discutere in Parlamento; se andranno avanti troveranno un muro".

Lettera di Napolitano a Berlusconi Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, secondo quanto riferiscono fonti parlamentari della maggioranza, avrebbe inviato una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella quale farebbe tra l’altro riferimento alla necessità di tener conto del parere delle Regioni sul piano casa. Le fonti sottolineano che il governo, come lo stesso presidente del Consiglio ha pubblicamente affermato, è intenzionato a tenere conto delle indicazioni provenienti dalle Regioni. Fonti del Quirinale, interpellate dall’Ansa sulla lettera che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avrebbe scritto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sul piano casa, hanno risposto che la lettera non risulta e che se c’è una lettera, si tratta di una comunicazione personale e riservata.