«Il piano casa può stimolare l’economia»

LE PREVISIONI «Anche nel 2009 Pil in calo, via libera ai Tremonti Bond. Le banche coi titoli tossici abbiano bilanci trasparenti»

RomaLa crisi economica internazionale si farà ancora sentire ed è «verosimile» che tutto il 2009 si chiuda con un «nuovo significativo calo» del Pil. Le misure messe in campo dal governo, come gli ammortizzatori e il piano casa, vanno bene. Giusti anche i Tremonti bond, che le banche dovrebbero utilizzare per assicurare liquidità ai buoni clienti. Ma sulla valutazione del merito di credito, il pubblico non deve interferire. Il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi non nasconde le difficoltà del momento. E non occulta nemmeno i punti di attrito con il governo, che sono finiti al centro dell’audizione alla commissione Finanze della Camera.
Le previsioni di Draghi sono in linea con quelle dei suoi colleghi e, almeno per il 2009, lasciano poco spazio all’ottimismo. Nel primo trimestre dell’anno il Pil avrà il segno meno per la quarta volta consecutiva ed «è verosimile che l’intero 2009 si chiuda con un nuovo significativo calo». Per trovare segnali più positivi, bisogna cercare altrove. L’inflazione, ad esempio, «dovrebbe continuare a scendere fino all’estate, ma non si prevede l’avvio di una spirale deflazionistica». Niente crollo dei prezzi, quindi, né un calo generalizzato della domanda.
Quando passa alle ricette per superare la crisi, Draghi chiama in causa tutti. Il governo, ma anche le banche, con toni forse più severi per queste ultime. Il governatore di Bankitalia cita il piano casa. La «semplificazione degli adempimenti potrebbe avere degli effetti di stimolo» per l’economia, ma i suoi effetti sono ancora tutti da valutare. Il provvedimento ieri è stato al centro di un incontro tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’esecutivo resta intenzionato a proporre per decreto legge alcune norme del piano casa e in serata il premier Berlusconi ha chiarito il percorso del provvedimento e ribadito l’intesa con Napolitano: «Con il capo dello Stato ci siamo trovati assolutamente concordi. Faremo un decreto o un’aggregazione a un decreto legge già in corso e poi una legge quadro sull’edilizia che affideremo a un disegno di legge delega. Per i necessari approfondimenti il varo, annunciato per venerdì slitterà di qualche giorno.
Da Draghi è arrivato un «sì con il ma» al rifinanziamento degli ammortizzatori, che è «opportuno», ma «resta l’esigenza di impostare una riforma complessiva» dei sussidi. Ha invece il segno del momento difficile, l’appello a mettere in campo misure che incentivino i consumi delle fasce deboli e l’invito al governo ad accelerare il pagamento dei fornitori privati, che vale il 2,5% del Pil. L’interesse di Draghi è però concentrato sul sistema bancario. Il governo ha agito «con prontezza per contenere il diffondersi della crisi e contrastare gli effetti sull’economia reale». Giusti i Tremonti bond, tanto che il governatore invita le banche ad aderire. Ma serve più attenzione verso i bilanci di quelle banche «che più hanno investito sui titoli tossici».
Agli istituti spetta il compito di non soffocare il credito. Bisogna «sapere essere bravi banchieri anche quando l’economia va male». E quindi servono «scelte lungimiranti, non basta tenere i conti in ordine». Ma la scelta finale su chi è un buon creditore e chi no, spetta solo alle banche. Bisogna evitare «interferenze di tipo politico-amministrativo». Niente prefetti quindi. Le banche però devono fare attenzione. Nei consigli di amministrazione non ci possono che essere persone «competenti, integre e oneste». E per i manager in luglio arriveranno regole che non dispiacerebbero al presidente Usa Obama: le remunerazioni saranno limitate. Non ci saranno tetti, ma saranno legate ai rischi.