Piano casa in salsa locale: le novità nelle regioni

Dopo i dubbi i governatori varano le norme. Ristrutturazioni e ampliamenti, sgravi e contributi. Come e dove iniziare i lavori? Tutte le regole in arrivo

Sorpresa: il piano casa del governo piace più al centrosinistra che al centrodestra. Silvio Berlusconi l’aveva lanciato ai primi di marzo per rimettere in moto l’economia. Ristrutturazioni, abbattimenti e ricostruzioni sarebbero stati un mezzo potente per ridare fiato all’edilizia. Le regioni rosse frenarono, chiedendo di discuterne. Sui temi dell’urbanistica l’ultima parola spetta agli enti locali, che approvano normative in base alla legge-cornice del Parlamento.
Dopo due mesi e mezzo, l’unica regione ad aver varato una legge in materia è la Toscana. I consigli regionali di Umbria, Veneto e Sicilia stanno discutendo i disegni di legge; la giunta del Piemonte ha varato ieri il suo testo. Altre amministrazioni di centrosinistra (Emilia Romagna, Lazio, Marche) oltre a Lombardia e Friuli Venezia Giulia si apprestano a presentare i provvedimenti. La provincia autonoma di Bolzano ha delegato la materia alla giunta. Il resto d’Italia attende lo sblocco del decreto legge di semplificazione edilizia fermo alla Conferenza stato-regioni.

Le regioni recepiscono i cardini della proposta del premier: aumento del 20% di superficie o cubatura per gli immobili non condominiali, abbattimento e ricostruzione con «premio» del 35% di volumetria nel rispetto di rigorosi standard di risparmio energetico. Ogni parlamentino regionale può imporre limiti o decidere deroghe.
Piemonte. Il ddl consente di intervenire in deroga agli strumenti urbanistici se si ottiene un forte risparmio energetico e si migliorano qualità architettonica, sicurezza e accessibilità. Ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni riguardano le unità edilizie uni e bi-familiari non superiori a mille metri cubi. Sono esclusi i centri storici, le aree d’interesse paesaggistico e gli edifici tutelati.

Lombardia. Entro la settimana il ddl avrà il via libera della giunta. Punti salienti: ampliamento fino al 20% degli edifici mono e bi-familiari; sostituzione di vecchi edifici residenziali, industriali o rurali con incremento volumetrico del 30%; recupero degli spazi edilizi inutilizzati; riqualificazione dei quartieri di edilizia abitativa pubblica in deroga ai piani urbanistici; sostituzione edilizia anche nelle aree storiche o di rilievo naturalistico-ambientale.

Provincia autonoma di Bolzano. Gli interventi dovranno raggiungere lo standard energetico Casa-clima C. I dettagli saranno definiti dalla giunta di concerto con i comuni.

Provincia autonoma di Trento. Ha competenza esclusiva in materia urbanistica. Le ristrutturazioni sono incentivate con finanziamenti; i comuni decidono sugli aumenti di cubatura.

Veneto. Consentito l’ampliamento dell’esistente fino al 20% del volume; in caso di demolizione e ricostruzione il premio di cubatura può raggiungere il 40% con l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. Previsti sconti sulle opere di urbanizzazione. Consentiti anche lavori nei centri storici e nelle zone di pregio se autorizzati dai comuni.
Friuli Venezia Giulia. Si prevede di liberalizzare gli ampliamenti di pertinenze di abitazioni fino al 10% del volume esistente, mentre viene sottoposto a Dichiarazione di inizio attività l’ampliamento fino al 20%. Non si pagano gli oneri di urbanizzazione per ampliamento fino al 20% della superficie imponibile.

Emilia Romagna. Ai primi di giugno sarà presentata una proposta di legge con requisiti severi su sicurezza e risparmio energetico.
Toscana. Autorizza a maggiorare i volumi immobiliari fino al 20%, a demolire e ricostruire vecchi fabbricati, residenziali e commerciali, aumentando la superficie del 35%. Sono esclusi i centri storici, gli edifici tutelati, le zone inedificabili. Il risparmio energetico deve superare del 20% (50 in caso di ricostruzione) quello previsto per le nuove costruzioni nel 2010.

Marche. La bozza di ddl non è stata ancora resa pubblica ma sottoposta ai capigruppo di maggioranza ed enti locali, costruttori, categorie.

Umbria. Consentiti ampliamenti fino al 20% della superficie se accompagnati da miglioramento dell’efficienza energetica. Demolizioni e ricostruzioni (con premio del 25%) devono ottenere il certificato di sostenibilità ambientale di classe B.

Lazio. La bozza di ddl è al vaglio dei tecnici e riservata.
Sicilia. Gli ampliamenti riguardano dal 15 al 25% del volume (a seconda della cubatura) con ulteriore premio del 5% se si utilizzano fonti rinnovabili. Aumento di volumetria del 35% in caso di abbattimento e ricostruzione secondo criteri di bioedilizia. Previste agevolazioni sui contributi. Per i lavori nei centri storici occorre il parere della sovrintendenza.