Piano casa, serve una svolta immediata

Il Coordinamento unitario dei proprietari immobiliari (Arpe-Federproprietà, Asppi, Confappi, Uppi) ha sollecitato «una svolta nella politica della casa da troppo tempo assente nel nostro Paese, atteso che il mancato decollo a livello nazionale e territoriale del cosiddetto piano casa impone almeno cospicue agevolazioni per il rilancio del mercato delle locazioni a partire dal canone concordato».
Nel corso dell’ultima riunione a Roma le associazioni dei proprietari hanno esaminato «l’aggravarsi progressivo del rischio idrogeologico con le ripercussioni traumatiche e spesso irreversibili sul patrimonio edilizio e sulla ricchezza costituita dalla proprietà immobiliare, bene primario degli italiani: il dramma è stato in questi giorni ben evidenziato dalle tremende immagini televisive delle imponenti frane siciliane e calabresi. Quanto il dissesto idrogeologico sia dovuto all’opera dell’uomo (scadente progettazione urbanistica ed edilizia, eccessivo peso di clientele e di interessi particolaristici, scarsa vigilanza da parte delle autorità ai vari livelli, conflitti di competenza, ecc.) non può valutarsi, ma è certo che una più attenta considerazione del territorio avrebbe portato e porterebbe a risultati positivi».
Nel documento finale approvato, il Coordinamento ha avanzato una serie di proposte: 1) una decisa accelerazione dell’iter parlamentare del provvedimento del governo del territorio (servirà a evitare conflitti di competenza); 2) un’urgente modifica della legge 183/1989, in grave ritardo di applicazione, che consenta una spedita pianificazione dei bacini idrografici e la messa in sicurezza del territorio nonché l’adozione su vasta scala dei già previsti piani-stralcio; 3) lo stanziamento immediato di risorse non soltanto per i primi interventi di soccorso e di ripristino, ma con il quale si dia anche un segnale in ordine all’indispensabile avvio degli interventi strutturali; 4) un accurato studio della possibilità di ricorrere, per reperire almeno parte delle predette risorse, a prestiti obbligazionari; 5) la rapida istituzione di concrete garanzie, in via preventiva, anche da parte dello Stato contro i rischi derivanti dalle calamità naturali, terremoti compresi, per consentire un pronto ripristino degli edifici e alleviare il relativo ricorrente e gravoso onere per le finanze pubbliche e per il risparmio privato; 6) l’adozione di disposizioni per la concessione di mutui agevolati a favore dei proprietari danneggiati da eventi calamitosi».