"Il piano comunale? Bufale. Serve la cancellata"

L'ex vicesindaco Riccardo De Corato: "Quella vecchia soluzione è l'unica arma anti degrado". Poi rilancia l'ultilità dei presìdi: "Altri rave selvaggi se non tornano gli agenti"

«Il piano movida del Comune è una bufala, i mille giovani che hanno occupato le Colonne con tanto di dj e consolle sono la prova». L’ex vicesindaco Riccardo De Corato ha perso le elezioni ma è tornato a divertirsi come un ragazzo dai banchi dell’opposizione. Vicepresidente Pdl del consiglio comunale, da assessore alla Sicurezza aveva progettato una cancellata di vetro a scomparsa per proteggere le Colonne.

É ancora dell’idea?
«Il piano è nel cassetto dal 2006 ed è l’unica soluzione possibile per risolvere il degrado in quell’area. Penso che ci siamo giocati parecchi voti nella zona non portandolo avanti ma altri colleghi della giunta non erano d’accordo».

I nuovi assessori alla Sicurezza e al Commercio hanno già lanciato un nuovo regolamento anti-movida. Non basterà?
«Il party selvaggio di sabato sera dimostra che non servirà a nulla se non ci sono tanti agenti a presidiare la zona. Ma la giunta ha tagliato gli straordinari, soprattutto quelli notturni».
Intanto, per far quadrare i conti ieri è passata la manovra dell’Irpef.

É stato il vostro primo test all’opposizione.
«E se pensavano che facessimo le belle statuine hanno avuto il primo segnale: siamo capaci di governare ma anche di fare un ostruzionismo serrato. Abbiamo portato a casa due risultati».

Primo?
«Pensavano di aumentare le tasse venerdì sera e andare tranquilli in ferie, li abbiamo costretti a tornare il primo agosto e ora sanno che per i futuri aumenti che intendono far passare in aula, dalla Tarsu alla revisione delle rendite catastali, non sarà una passeggiata».

Secondo?
«Un segnale politico al ceto medio e all’elettorato moderato a cui ci rivolgiamo e che forse non è andato tutto a votare a maggio. Per noi la famiglia è un valore fondamentale, con 25 ore di ostruzionismo abbiamo ottenuto 1,5 milione di euro per scontare l’Irpef ai nuclei con anziani o disabili a carico».

Perchè parla solo di nuclei?
«Perchè i radicali e la Sinistra x Pisapia hanno preteso di togliere dal testo del nostro emendamento la parola famiglia, non vogliono neanche che si nomini la parola. Penso che gli assessori come Granelli, di area cattolica, si troveranno in difficoltà quando in giunta dovranno decidere i criteri per distribuire le risorse. Ma la proposta dovrà tornare in aula entro dicembre, e noi faremo battaglia per difendere i nuclei familiari, noi non ce ne vergogniamo, la famiglia è un valore».

I milanesi intanto si rassegnano a pagare l’Irpef.
«Non è detta l’ultima, faremo ricorso al Tar sia per chidere la sospensiva che nel merito. E a settembre andremo dal prefetto per tutelarci dal “tredicesimo assessore“, il presidente dell’aula Basilio Rizzo che ha quasi 30 anni d’esperienza e sa come salvare la giunta con i trucchetti. Ma nel suo ruolo deve essere super partes, dia una ripassata alla Costituzione».