Piano Fincantieri, tutti parlano senza conoscerlo

(...) Che significa: il secondo vettore a livello mondiale per il settore cargo, e uno dei principali per il settore croceristico. Lo scopo dichiarato dovrebbe essere quello di coinvolgere i privati in un impegno a favore della cantieristica genovese. Ma «sull’esito del vertice non ci sono indiscrezioni». All’uscita, Aponte si limita a parlare di Stazione Marittima, «per verificare lo stato dei lavori del nuovo molo di Ponte dei Mille». Mentre si aspettano le commesse di nuove navi.
Si mobilia anche l’Ascom: il presidente Paolo Odone annuncia una manifestazione dei commercianti sestresi in piazza Baracca a sostegno dei lavoratori del cantiere locale. Arriva inoltre il ciclone-Marco Ferrando, Partito comunista dei lavoratori: «La Fincantieri ha dichiarato guerra ai lavoratori, con l’annunciata distruzione di migliaia di posti. Questo piano aziendale va respinto. Ma a questo fine è necessario l’uso della forza da parte dei lavoratori - sostiene l’esponente pacifista -, con l’occupazione di tutti gli stabilimenti minacciati. L’ora delle chiacchiere è finita». A sentirlo, sembra invece che l’ora delle chiacchiere sia pienamente in corso. Mentre - anche da lui - si aspettano commesse di nuove navi.
E finalmente si scopre che il Piano Fincantieri è tuttora «non pervenuto». Tutti ne pontificano, tutti ne contestano gli indirizzi e gli effetti sui lavoratori e sugli otto stabilimenti sparsi in Italia, di cui tre in Liguria, minacciati di radicali ridimensionamenti. Ma, al di là delle dichiarazioni di ovvia solidarietà nei confronti di chi ha paura di perdere il posto di lavoro, nessuno di quelli - tanti, quasi tutti - che dissertano sul «Piano» risulta averlo letto, o almeno visto. È così che ogni ipotesi, ogni indiscrezione - perché di indiscrezioni si tratta - diventa lecita, e immediatamente accreditata. Col risultato di strumentalizzare un confronto e trasformarlo in conflitto. Mentre si aspettano sempre le commesse di nuove navi. Se ne confessa «rabbrividito» il consigliere regionale del Pdl, Luigi Morgillo, secondo cui «fa specie venire a sapere che il ministro Paolo Romani non avrebbe ancora visto una copia del Piano. Lo stesso dicasi del sottosegretario Belsito, di Burlando e Marta Vincenzi. Ma allora - si domanda Morgillo - un testo del Piano esiste o no? Bisogna conoscere esattamente cosa c’è scritto prima di parlarne, magari a vanvera, e strumentalizzare lo scontro, dando per sicuri ben 2551 licenziamenti e la chiusura definitiva di cantieri».
Si inserisce Egidio Pedrini, già segretario della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati: «La situazione di Fincantieri è alla ribalta da parecchio tempo fin da quando si tentò di intraprendere la via della quotazione in Borsa che non avvenne. Ora occorre analizzare a fondo un piano industriale che al momento ai più è dato conoscere per linee generali». E due. Mentre si attendono sempre le commesse di nuove navi.