Piano con gli indulti

Il senatore Gerardo D’Ambrosio, per esempio, ha dichiarato che il provvedimento farebbe uscire circa 37mila detenuti (Unità di martedì) e se questa non è una sciocchezza veda allora di spiegarsi meglio, perché tutti, compreso il suo partito e la sua maggioranza, seguitano intanto a parlare di 12mila. Il secondino Marco Travaglio, che probabilmente è pagato un tot a inquisito, ha battuto ogni record di forcaiolismo ed è riuscito ad accludere alla lista dei beneficiari dell’indulto (Unità sempre di martedì) anche uno stormo di imputati che non è neppure stato giudicato in primo grado: inquisiti o condannati per lui fa lo stesso, talché con la stessa metrica potrebbe anche accludere se stesso per le sue cause per diffamazione; Travaglio paventa che Previti «rientrerà in Parlamento e non è vero, perché l’indulto non cancella l’interdizione; Travaglio paventa che l’indulto impedirà il risarcimento di caduti sul lavoro e di familiari di vittime varie (Repubblica di martedì) e non è vero neanche questo, anzi è una scemenza totale perché l’indulto non cancella nessun processo né può invalidare i legittimi risarcimenti; Travaglio in tal senso paventa «un’amnistia di 5 anni annunciata per la ripresa autunnale» e vorremmo sapere chi mai l’avrebbe annunciata, e in quale film. Essere contrari all’indulto è una posizione legittima, ma per accreditarla non c’è bisogno di sparare sciocchezze.