Il piano industriale di Ubi tra i manager e Pantalone

«Ubiverso 2010»: pochi contenuti tecnici e molti richiami all’unità sabato scorso all’incontro voluto dall’ad Giampiero Auletta Armenise per amalgamare le prime linee della supercooperativa nata dalle nozze tra Banca Lombarda e Bpu. A rompere il ghiaccio, poco dopo le 10 del mattino, è il presidente Emilio Zanetti. Un rapido saluto ai 150 manager convenuti all’isola di San Clemente, poi l’imprenditore-banchiere cede la parola a Gino Trombi. Quindi l’intervento di Auletta e del direttore generale Victor Massiah. I convenuti hanno sulle gambe le 63 slide del «Piano industriale di integrazione 2007-2010» distribuito in una cartelletta azzurra, ma Auletta non si sofferma sui dettagli, sorvola sugli sportelli che l’Antitrust ha chiesto di cedere. Dopo che Brescia ha imposto a fatica il proprio sistema informatico in cambio di alcune «compensazioni» nell’organigramma, la dinamica della rete è il prossimo nodo da sciogliere per Ubi. La Fabi è in procinto di creare un’Associazione di dipendenti-soci con lo scopo di vigilare sul territorio ma il tono del condirettore Graziano Caldiani (cui è affidato l’interim sulle risorse umane) è stato accomodante anche sul fronte «informatico». I lavori si sono protratti per poco più di tre ore con «in regia» Enrico Mentana che a turno ha coinvolto i direttori generali delle singole banche reti del gruppo Ubi e i vice direttori della holding. All’appello è mancato solo Corrado Faissola che è tuttavia intervenuto alla cena di gala svoltasi a Palazzo Pisani Moretta con accompagnamento dei Rondò Veneziano: i posti erano preassegnati forse anche per evitare la spontanea distribuzione «geografica» della sera precedente. Sul pontile ad accogliere gli invitati, perlopiù accompagnati dalle rispettive signore, le maschere di Arlecchino, Pantalone, Colombina e Brighella. Il venerdì, invece, concerto a San Rocco con musiche di Mozart e la Traviata.