Il piano jazz di Jason Moran al Blue Note

Franco Fayenz

Il musicofilo che voglia concludere nel modo migliore la stagione 2005-2006 del jazz milanese prima dell’imminente pausa estiva, non può mancare oggi al club Blue Note (via Borsieri 37, ore 21 e 23.30) che si congeda fino ai primi di settembre ospitando il trio del pianista americano Jason Moran. Il prestigioso solista si presenta - soltanto per i due set di questa sera - coadiuvato da Tarus Mateen al contrabbasso e Nasheet Waits alla batteria, con lui molto affiatati.
Nato a Houston, nel Texas, Jason Moran è uno dei migliori solisti che si siano imposti nel corso degli anni Novanta all’attenzione della critica internazionale per la perfetta padronanza della tastiera, frutto di severa preparazione, e per la vasta consapevolezza della storia del pianoforte nero-americano. Ha la fortuna di crescere in una famiglia che nota molto presto la sua eccezionale disposizione per la musica e lo iscrive alla locale School for the Performing and Visual Arts. Poi Moran si trasferisce giovanissimo a New York dove frequenta la Manhattan School of Music. Qui incontra insegnanti di alto livello come i pianisti Muhal Richard Abrams, Jaki Byard e Andrew Hill che lo influenzano profondamente e tuttavia lo incoraggiano a dotarsi di uno stile personale.
Fondamentale è, nel 1997, il suo incontro con il sassofonista Greg Osby, con il quale incide per l’etichetta Blue Note e compie una tournée europea che lo fa conoscere anche in Italia. Due anni più tardi registra il cd Soundtrack to Human Motion, il suo primo album da leader. Qui c’è ancora Greg Osby e collaborano eccellenti musicisti giovani quali Stefon Harris al vibrafono, Lonnie Plaxico al contrabbasso ed Eric Harland alla batteria. Ma per la maturazione di Moran è ancora più importante l’oculata scelta di Tarus Mateen e di Nasheet Waits, presenti poi nei suoi concerti e nei dischi per trio, che lo sostengono con grande sensibilità e riescono a realizzare con lui, quando occorre, un pregevole «interplay».
Tutti i suoi album, comunque, ricevono ottime quotazioni dalla critica più accreditata. In uno dei più riusciti suona il flauto e il sax tenore Sam Rivers, decano del jazz moderno. Seguono brillanti sodalizi con Cassandra Wilson, Joe Lovano, Ravi Coltrane e ancora Stefon Harris. Il suo stile, all’inizio del nuovo secolo, diventa un punto di riferimento per gli altri pianisti ed è attuale e riconoscibile. Di Moran si scrive oggi che «sa rielaborare la tradizione musicale nera anche negli aspetti poco noti: egli costituisce una forza trainante del jazz».

Jason Moran, Blue Note (via Borsieri), alle 21 e 23.30, info: 899700022