Il piano-Malpensa scritto due anni fa I vantaggi per Adr

da Milano

Esattamente un anno fa, il 21 settembre 2006, il Giornale titolava energicamente: «Così vogliono ammazzare Malpensa». Dodici mesi dopo si sta avviando a compimento la strategia descritta allora. Il piano di alleggerimento al Nord prevedeva la riconcentrazione a Fiumicino dei voli intercontinentali. A Malpensa sarebbero rimasti solo New York e Tokio. Dei 23 aerei di lungo raggio passeggeri, almeno tre di proprietà sarebbero stati resi disponibili per la vendita, generando cassa e plusvalenze. I costi operativi si sarebbero fortemente ridimensionati, favorendo il risanamento. I sindacati - scriveva ancora Il Giornale un anno fa - avrebbero accolto con grande favore un disegno che tranquillizzava i dipendenti del gruppo, concentrati nel Lazio, dove l’Alitalia è l’industria più grande. Roma e i romani, infine, avrebbero esultato per il ritorno nella capitale dei servizi di quella che tuttora molti chiamano (dimenticando che il monopolio è caduto) «compagnia di bandiera». Per Milano e il Nord già allora si prevedeva qualche contentino, per esempio un accordo con Eurofly e dell’attività charter. Tutto si sta puntualmente realizzando, perché è questo il piano varato giovedì dall’Alitalia di Maurizio Prato, e allora ideato dall’attuale ad di Adr, Maurizio Basile. A chi giova? Già un anno fa era chiaro che si sarebbe fortemente incrementato il valore di Adr, la società che gestisce Fiumicino. E da allora, con forte fiuto, la controllante Gemina si è scrollata dall’azionariato il socio australiano Macquarie; e all’interno di Gemina il peso della famiglia Benetton, già presente, è diventato dominante. Quando si dice aver la vista lunga.