Il piano di Natale: sotto l’albero multe a valanga

Mobilitati gli uomini del Git e gli ausiliari del traffico

Valeria Arnaldi

Il sensibile aumento di multe lasciate sui parabrezza di macchine e motorini è, ormai, uno dei «tradizionali» segni dell’avvicinarsi del Natale. A controllare l’intensificarsi dello shopping dei romani, pensa, infatti, la polizia municipale con un apposito piano natalizio, che prevede il potenziamento delle pattuglie. Il piano, partito in forma blanda l’8 novembre, andrà a intensificarsi progressivamente fino a raggiungere il suo apice, dal 16 al 23 dicembre, periodo «caldo» in cui i ritardatari, presi dalla fretta degli ultimi acquisti, sembrano mostrare meno attenzione per il codice stradale. Cuore dello shopping e del traffico è il centro storico, dove la presenza dei «pizzardoni» sarà raddoppiata e, novità, ulteriormente rafforzata dall’ausilio di personale esterno. Per venire incontro al sottodimensionamento dei vigili urbani, infatti, il Comando ha deciso di trasferire gli agenti del Gruppo Intervento Traffico da via Cristoforo Colombo nell’area intorno a via del Corso e via Tomacelli. In via Cavour saranno in azione gli operatori capitolini alla mobilità, mentre gli addetti di Trambus si occuperanno della sorveglianza in via Nazionale e via IV Novembre. La «soluzione» soddisfa poco i sindacati dei vigili urbani. «Il corpo, secondo quanto stabilito dal Comando nel 2003 - spiega Gabriele Di Bella, responsabile Cisl - dovrebbe essere di 8300 unità. Attualmente, siamo solo 6390. Né basteranno le 300 nuove assunzioni promesse, perché quando saranno effettuate, altrettanti se non di più saranno gli uomini andati in pensione». Il sottodimensionamento si sposa, inoltre, con un sensibile taglio dei fondi destinati agli straordinari, che costringerebbe il Comando a dirottare i vigili urbani in servizio ordinario su incarichi speciali, rendendo impossibile garantire quelli quotidiani. Aumentare, per circa due settimane, i controlli agli ambulanti abusivi nel centro storico, in particolare a piazza Navona, ponte Sant’Angelo e nell’area circostante San Pietro, ha sottratto personale alla sorveglianza degli ingressi delle metropolitane, vanificando l’ordinanza della Prefettura che prevede lo sgombero degli accessi per motivi di sicurezza. Nello stesso periodo, sono stati ridotti anche i controlli nelle zone colpite dai piromani. «In questo modo - commenta Di Bella - la città non è sicura. Lo scarso personale ci impedisce di essere presenti anche in casi eccezionali. Quando una tromba d’aria si è abbattuta su Ponte Milvio molti uomini non sono potuti intervenire perché costretti a rimanere in ufficio, impegnati nel disbrigo di pratiche. Siamo al minimo storico: se un vigile lascia il suo posto, l’ufficio viene chiuso. Chi sta alla scrivania è sottratto al servizio stradale. Ciò significa che non siamo in grado di garantire il controllo dei 185 punti di viabilità individuati come prioritari dal Comando». A essere penalizzate sono, ovviamente, le periferie. «Concentrare gli uomini in centro per il piano di Natale - prosegue - significa lasciare sguarnite le zone periferiche della città, dove ogni mattina si registrano chilometriche file di auto». Il piano natalizio è soltanto nella fase iniziale. A dicembre, infatti, la Ztl dovrebbe essere prolungata fino alle 20. Per il primo anno, inoltre, c’è la Ztl notturna, che dovrebbe subire uno «stop» solo tra il 23 dicembre ed il 7 gennaio. Rimane in dubbio, invece, l’applicazione del previsto piano di fluidificazione del traffico nei municipi II, III, XVI e XVII. «Non ci sono gli uomini né i fondi per garantire il servizio - conclude Di Bella -. Tutto ciò è un evidente esempio di malagestione delle risorse».