Il piano di Negroni tra Bach e gli standard

In un bel mattino dell’estate 2005, Carlo Negroni tiene a Ravello, nel parco della Villa Rufolo, un concerto di pianoforte solo. Negroni è noto soprattutto come pregevole interprete bachiano e come insegnante. Ma quel giorno fa qualcosa di molto diverso. Il pubblico reagisce con sorpresa, poi con ammirazione e infine con grande entusiasmo. Il concerto comincia con un Preludio dal Clavicembalo ben temperato di Bach. Si apprezzano la tecnica perfetta, il bel tocco e il fraseggio impeccabile del solista. Ma poi la melodia sembra deviare mentre il ritmo cambia e compaiono in filigrana le note di uno standard del jazz, My Funny Valentine. Su questo tema Negroni improvvisa, poi riprende il Preludio. Prosegue così con altri Preludi, Fughe, brani standard e ritorni ai Preludi. È una proposta inedita anche rispetto agli interpreti classici che sanno suonare il jazz - si pensi a Friedrich Gulda - ma tengono le due cose distinte. Adesso il concerto di Ravello è diventato un cd inciso in studio, con 12 brani che hanno nomi di fantasia (Speculum, Meridiana, Ottavo obbligato, Cavea) ma sono strutturati nello stesso modo.

Carlo Negroni Millennium Bach (From Bach to Jazz and Back) Raitrade