Piano nomadi, accumulati già sei mesi di ritardo

Piano nomadi, seconda tappa alla ricerca del tempo perduto. Sei mesi finora il ritardo accumulato dal Piano. Ogni decisione spetta al prefetto Pecoraro, ovvero al commissario straordinario per l’emergenza nomadi. All’attivo lo sgombero del Casilino 900. Ma poi? Dopo Tor de’ Cenci, oggi parliamo del campo de La Martora. Il regno del Far West. Noto a Roma come l’Eldorado dello spaccio e della delinquenza.
«Non ne possiamo più» sbottano gli abitanti di Colli Aniene, prime vittime dei turbolenti vicini. «Giorno e notte, furti, aggressioni, rapine a mano armata» tuona il presidente del comitato di quartiere, Ermenegildo Colazza: «Assaltano i negozi, i supermarket. Non si fermano neppure di fronte ai cancelli blindati, ai sistemi d’allarme». Il centro anziani di via Ruini è stato scassinato tre volte in una settimana. Assaltata anche la parrocchia. A marzo la polizia ha arrestato nel campo un rom che aveva nascosto la pistola nei pannolini di un neonato. Un quadro desolante. Inutili le proteste della popolazione. Per il grosso accampamento fra Tiburtina e Collatina, a cavallo fra V e VIII municipio, non si intravede niente all’orizzonte. Lo sgombero? L’impegno di Pecoraro nell’annunciare il Piano nomadi, a luglio, era stato chiaro. La Martora doveva essere sgomberato (per metà) entro ottobre 2009. Ma siamo ad aprile 2010, e ora si parla di giugno: questo l’annuncio dato ieri dall’assessore Belviso. «Intanto il campo si è perfino ingrossato» dice Colazza: «Sono venuti altri rom in fuga da Casilino 900, dalla Muratella, da Tor Vergata. Oggi a La Martora ci vivono in almeno 500».
La baraccopoli è nata 15 anni fa su una discarica a cielo aperto, sotto la bretella della Roma-L’Aquila. Il campo è stato in questi anni «tollerato» dalle amministrazioni di sinistra. Nè abusivo del tutto, nè regolare. Una sorta di terra di nessuno, teatro di ogni genere di illeciti. Ricettazione di auto rubate, furti di rame, prostituzione. E soprattutto spaccio. Il via vai dei tossicodipendenti è continuo. I pusher non escono neppure dal campo. Fuori c’è la fila da tutta Roma, specie dagli studenti delle scuole vicine, anche minorenni. Cocaina ed eroina si vendono a prezzi stracciati, 5 euro a bustina. La droga è il business del campo. Dentro c’è la roulotte del «buco». Le donne spacciano perfino mentre allattano. Il Piano Nomadi di Pecoraro annuncia la fine del Far-west. Ma occorre stringere i tempi. Col nuovo Patto per Roma Sicura si cercherà di ridisegnare i presidi delle forze dell’ordine: «Colli Aniene è sotto la compagnia dei carabinieri di Montesacro - afferma il presidente della commissiona capitolina sicurezza Santori - è troppo lontana». Ma la sinistra rema contro. «Bisogna ripristinare le condizioni igienico-sanitarie de La Martora» accusa Daniele Ozzimo, consigliere comunale del Pd. Come dire, nessuno sgombero, basta dare una ripulita. E la delinquenza, lo spaccio? Neppure una parola.