Piano nomadi: ora si fa sul serio

Accelera il Piano nomadi. Entro luglio chiude La Martora. In Prefettura sono state già selezionate le offerte dei privati per le aree dei villaggi attrezzati. Queste le condizioni del bando: unità abitative fra i 24 e i 40 mq di superficie, piazzola socio-educativa non inferiore a 130 mq, parcheggio interno, servizio di videosorveglianza, portierato, vigilanza armata. Nell’area (tuttora top secret) destinata ai rom di Tor de’ Cenci già da ieri sono iniziati i lavori. Dopo tante attese, insomma, il Piano nomadi entra nella stretta finale. Si passa ai fatti concreti.
Polemiche a ruota libera, invece, dalla sinistra. «Il piano che non c’è» lo definisce la Cgil di Roma: “Tra segreti e bugie il Campidoglio sciroppa sempre la stessa ricetta: i rom sono dei terremotati a vita. Dopo gli anni di odio elettorale seminati dal centro-destra verso i rom, emerge ora un modello di governo della città autoritario». E giù altri veleni: «Chi sono i misteriosi procacciatori di aree, già fornite di servizi primari? Che interessi economici ci sono dietro?». Inutile ricordare alla Cgil che negli anni dell’«odio» il centro-sinistra al governo di Roma ha lasciato proliferare la vergogna del campo de La Barbuta diventata discarica abusiva di rifiuti tossici (1.800 tonnellate all’anno prodotti). Per non parlare del supermarket della droga a La Martora, con tanto di roulotte del buco per i clienti, i kalashnikov trovati a Casilino 900, il racket della prostituzione minorile a Salone. Ma tiriamo avanti. Sul Piano nomadi del Comune di Roma anche il Pd spara a zero. Paris, minisindaco del XV: «Il Campidoglio sui nomadi si copre di ridicolo. L’atteggiamento autarchico del sindaco sta portando solo danni alla città». Ozzimo, consigliere comunale: «Alemanno vuole portare i rom de La Martora a Castel Romano, creare un mega-insediamento di 1.300 persone. È una follia».
Con l’assessore alle politiche sociali del Comune, Sveva Belviso, è il momento di fare chiarezza. Assessore, i tempi innanzitutto. Quando chiude La Martora? «Giusto ieri abbiamo finito le operazioni di fotosegnalamento. Ora stiamo negoziando il trasferimento con la popolazione rom. Dalla Questura aspettiamo l’informativa sugli aventi diritto, quelli che non hanno commesso reati: rapine, spaccio, traffico di armi, violenza contro le donne. Entro 1-2 settimane cominciamo lo sgombero. Chiuderemo La Martora entro luglio. Per quanto riguarda invece Tor de’ Cenci il trasferimento avverrà appena avremo attrezzato la nuova area. La commissione prefettizia ha concluso i lavori. Un’area l’hanno appena individuata. Da domani (oggi per chi legge, ndr) si comincia a lavorare per realizzare il campo».
Quante saranno complessivamente nel territorio del comune le nuove aree per i rom? «Sette campi attrezzati li abbiamo già. Direi che ce ne servono altri quattro. Di cui uno destinato ai Sinti e ai giostrai, i cosiddetti camminanti. Vogliamo evitare che i nomadi si fermino con le roulotte vicino alle scuole o nelle piazze dei mercati. Nel campo dovranno pagare acqua e luce. Potranno restare massimo un mese, per poi riprendere il cammino». È vero, come dice Ozzimo, che Castel Romano con i rom de La Martora diventerà un mega-insediamento di 1-300 persone, invivibile? «Niente affatto. Totalmente inventato. A Castel Romano le nuove casette che stiamo mettendo sostituiscono solo quelle fatiscenti già utilizzate. Il campo resterà nei limiti originari (800 persone). Non aumenterà neppure di una unità. Dopo i controlli di polizia e carabinieri, molti rom sono scappati, lasciando le casette vuote. Noi non stiamo facendo altro che bonificare il campo».
Sulla Muratella c’è polemica con il Pdl locale, allarmato dai wc chimici. «Anche a Casilino 900 abbiamo portato acqua e luce a pochi mesi dallo sgombero. Alla Muratella metteremo la vigilanza 24 ore al giorno. Abbiamo installato i bagni chimici, per dare un minimo di decoro al campo. Ma ciò non significa che vogliamo renderlo stabile. Lo sgombero avverrà appena trovato dove trasferire i rom».
I centri sociali e Action accusano il Comune di non avere fatto il Parco archeologico sull’area di Casilino 900 dopo lo sgombero. Però con Veltroni stavano tutti zitti, no? «Prima la sinistra ci aggrediva perché Casilino 900 non lo chiudevamo. Una volta sgomberato, ci ha aggrediti perché i bambini erano costretti a cambiare scuola. Ogni cosa al contrario, le polemiche ci sono sempre. Per noi l’importante è agire come amministrazione con la massima serietà. Nei nuovi campi non saranno più tollerati neppure i reati minori. Tutti dovranno firmare un atto d’obbligo. Se vogliono l’integrazione, devono uniformarsi scrupolosamente alle regole».