Il piano piace solo a Marrazzo

Gramazio (An): «Così i cittadini pagano le inadempienze dei direttori Asl che non hanno arginato la spesa»

Il Piano di rientro dal deficit sanitario varato in extremis lunedì sera al fine di riscuotere i 2 miliardi e 300 milioni stanziati dall’esecutivo nazionale nell’ultima Finanziaria preoccupa l’opposizione. E non solo. Incentrata sul taglio di 3.671 posti letto (di cui 1.874 negli ospedali pubblici) e sulla chiusura di tre nosocomi (Nuovo Regina Margherita, San Giacomo e Forlanini), la soluzione partorita dalla giunta Marrazzo rischia di avvilire sensibilmente l’offerta sanitaria regionale. «I cittadini sono chiamati a pagare le inadempienze dei direttori generali delle Asl che non hanno saputo arginare la spesa sanitaria», afferma il senatore di An Domenico Gramazio.
Per capire quale sarà la situazione all’indomani dei «tagli» Tommaso Luzzi (An) ha chiesto di riunire la commissione Sanità della Regione e di procedere all’audizione dei direttori generali delle aziende ospedaliere e dei direttori delle Asl. Assieme al capogruppo di An alla Pisana Antonio Cicchetti e al consigliere regionale Franco Fiorito Luzzi ha poi sottolineato la differenza sostanziale tra la precedente giunta di centrodestra e quella attuale: «La prima ha aperto tre nuovi ospedali mentre la seconda invece gli ospedali li chiude». «Non vedo per quale motivo il centrosinistra sia tanto entusiasta», ha aggiunto l’azzurro Stefano De Lillo. Contrariato anche il capogruppo dell’Udc in Campidoglio Dino Gasperini che ha annunciato: «Raccoglieremo le tredici firme necessarie all’autoconvocazione del consiglio comunale. Esigiamo che Veltroni e l’assessore alla Sanità Battaglia ci spieghino cosa succederà alle strutture sanitarie della città». E il consigliere comunale di An Federico Guidi ha fatto presente che nei prossimi giorni Alleanza nazionale si mobiliterà «per dare voce al dissenso contro la politica dei tagli».
La manovra non piace nemmeno ai sindacati. «Per limitarne i danni - ha suggerito il segretario Ugl di Roma e Lazio Luca Malcotti - va convocato al più presto un tavolo di confronto». Il segretario regionale della Fials-Confsal Gianni Romano si è soffermato, altrimenti, sulla chiusura del Nuovo Regina Margherita, lo storico nosocomio situato nel cuore di Trastevere dov’è in funzione l’ultimo pronto soccorso specialistico di Otorino di tutta la regione. «Invitiamo il sindaco - ha concluso Romano - a predisporre un tavolo condiviso al fine d’interrompere il progetto di smantellamento di tre grandi poli ospedalieri voluto dalla giunta Marrazzo». Tremano gli operatori sanitari che lavorano nelle strutture interessate. «Il Piano di rientro dal debito - ha dichiarato Rdb-Cub - determinerà, oltre alla riduzione dei servizi e all’aumento delle spese sanitarie, il rischio di mobilità per i lavoratori del settore e l’impossibilità di stabilizzazione per i precari». Il tutto senza andare a scalfire i grandi gruppi che detengono la sanità privata: nel 2007 i tagli si abbatteranno prevalentemente sul settore pubblico (mentre gli interventi sui letti privati, previsti per il 2008, non sono stati ancora contrattati con i gestori). Ad uscire indenne, stando a quanto denunciato da Rdb-Cub, sono anche le imprese che gestiscono i servizi esternalizzati, «malgrado emerga dai budget delle Asl che il 70 per cento della spesa sanitaria ruota intorno a loro».