Il piano Di Pietro: via 2 reti Mediaset

Il leader dell'Italia dei valori sul suo blog: "Una sola televisione pubblica senza pubblicità, 'Rete 4' sul satellite, limite di una sola rete per i concessionari privati, abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria"

Milano - "Una sola televisione pubblica senza pubblicità, pagata dal canone e sottratta all’influenza dei partiti; esecuzione sentenza europea su 'Europa 7' e spostamento di 'Rete 4' sul satellite; limite di una sola rete per i concessionari privati (come Mediaset); abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria". È la proposta dell’Italia dei valori per il settore dell’informazione. Lo spiega Antonio Di Pietro sul suo blog, partendo dalla vicenda di Enzo Biagi. "Silvio Berlusconi, in una recente intervista a Gianni Riotta ha parlato di Biagi. Ha rivelato di aver voluto trattenere Biagi in Rai e che il giornalista declinò la sua offerta per poter ottenere una ricca liquidazione. Riotta, che dirige il più importante telegiornale pubblico, non si è sentito in dovere di replicare. Lo stesso Riotta aveva dichiarato di avere Biagi come modello", scrive il leader dell’Italia dei valori. "La verità è che Berlusconi, con il famoso editto bulgaro, ha cacciato dalla Rai Enzo Biagi per la sua indipendenza, insieme a Michele Santoro e a Daniele Luttazzi", prosegue Di Pietro. "Enzo Biagi aveva un grande difetto per il capo del Pdl: diceva la verità. Un morto non si può difendere, non ci può essere un contraddittorio con una persona scomparsa. Questo episodio è solo l’ennesimo di un pessimo inizio di campagna elettorale da parte dei media. Una situazione che evidenzia la inadeguatezza del nostro sistema di informazione, spesso veicolo di falsità palesi che diventano vere solo perché ripetute nel tempo".