Piano regolatore, Baccini attacca An: «Noi non facciamo accordi privati...»

Polemica all’interno del centrodestra sul Piano regolatore che da domani sarà in consiglio comunali. Ieri il ministro Udc Mario Baccini, candidato sindaco, ha criticato An per gli incontri dei giorni scorsi con il sindaco Veltroni. «Non sono stato invitato, ma non sarei comunque andato dal sindaco. Perché ci sentiamo realmente opposizione. Non facciamo colloqui privati, facciamo accordi pubblici, alla luce del sole, non nelle stanze segrete. Se c’è da discutere, lo faremo in Campidoglio». Baccini ha poi fatto notare che «il Prg così come è impostato non risponde alle esigenze dei romani, ma a quelle di alcuni gruppi più o meno importanti», perché dovrebbe avere «più edilizia economica e popolare e più spazi attrezzati per le famiglie». Parole che hanno fatto arrabbiare Alleanza nazionale, che non ci sta a essere ritratta come complice di Veltroni. «Non ci sono stanze segrete dove An discute del Prg - spiegano i consiglieri comunali Sergio Marchi, Marco Marsilio e Vincenzo Piso -: lo abbiamo fatto nella città e con le categorie, che abbiamo chiesto di ascoltare in commissione, e abbiamo presentato le nostre richieste pubblicamente, in conferenza stampa. Aspettiamo di conoscere le proposte degli altri». È poi a Baccini: «Magari l’Udc, oggi come in passato, avesse fatto davvero opposizione alla politica urbanistica della sinistra. Se così fosse stato avremmo potuto costringere Veltroni a un confronto serio e duro in sede di adozione del Prg invece di assistere al solito ritiro degli emendamenti dell’Udc che offrì il via libera ad una veloce approvazione». Sulla querelle intervengono anche il vicepresidente del consiglio comunale Fabio Sabbatani Schiuma: «Baccini è liberissimo di criticare o meno le scelte degli alleati romani sul Piano regolatore: prima però farebbe bene a documentarsi sui problemi della città che gli auguro di imparare a conoscere sempre più a fondo. Inoltre dovrebbe capire da solo che sarebbe meglio sollevare le sue provocazioni nelle sedi opportune e non per mera propaganda elettorale».