Piano regolatore, la capitale cambia volto

Michela Giachetta

La città avrà un nuovo Piano regolatore. La notizia arriva in nottata, dopo più di 14 ore di consiglio protratto a oltranza. È dal 1909, quando il sindaco era Ernesto Nathan, che l’aula Giulio Cesare non aveva l’ultima parola sul Piano. Quello più recente, risalente al 1962, infatti, fu, sì, adottato dal Consiglio comunale, ma l’approvazione definitiva venne affidata al Commissario prefettizio.
Il documento varato ieri raccoglie le diverse istanze su aree verdi, infrastrutture e mobilità, centralità e periferie, pervenute dalle associazioni ambientaliste, dai cittadini, ma anche dall’opposizione. «Tutto ciò - spiega Silvio Di Francia, coordinatore della maggioranza - ha consentito al Piano di migliorare il saldo ambientale, di confermare l’originalità delle centralità urbane e di avere regole uguali per tutti sullo sviluppo della città».
Rispetto al Prg votato tre anni fa, quindi prima dell’approvazione delle controdeduzioni in giunta e del passaggio nei vari municipi, il documento prevede, così come richiesto da verdi e Rifondazione, una riduzione di circa 3 milioni di metri cubi. Ieri notte è stata votata anche la delibera, non contenuta nel Prg, ma strettamente connessa, riguardante la ex legge 167: sono state così individuate le aree destinate all’edilizia residenziale pubblica. La città avrà poi la cosiddetta “rete ecologica”, che identifica, nel dettaglio tutti i luoghi ecologicamente rilevanti per la città (fossi, stagni, boschi), creando un vero e proprio sistema con tutele e condizioni di qualificazione specifiche. Cambiamenti in vista anche per le periferie, in particolare per Corviale, Vigne Nuove, Tor Sapienza e Casilino 23. Vengono recepite dal Piano regolatore anche alcuni grandi opere, in fase di progettazione o di inizio lavori, come la costruzione dei tre campus universitari a Pietralata e a Tor Vergata, la realizzazione del Palazzetto dello sport destinato ad ospitare i mondiali di nuoto del 2009 e ancora le grandi opere e le infrastrutture sull’asse Ponte Galeria - Eur per i servizi alla nuova Fiera di Roma. Previsto anche il sottopasso dell’Appia Antica che collegherà viale Palmiro Togliatti all’Eur, salvaguardando il parco dell’Appia Antica e quello di Tor Marancia. Per quanto riguarda le metropolitane sono state accolte le richieste di An sulle linee B e D.
Novità anche per la metro C, che sarà diramata dalla stazione Farnesina fino a Grottarossa, con stazioni in piazza Giuochi Delfici, Parco di Veio, Villa San Pietro, Tomba di Nerone. Ma per il futuro sono previsti ulteriori cambiamenti, proposti da Forza Italia: metropolitana lungo la Cassia, raddoppio del ponte sul Tevere Magliana Eur, allargamento di tutte le Consolari.
«La giunta - dichiara il candidato sindaco azzurro, Alfredo Antoniozzi - ha fatto sapere che ha intenzione di sedersi ad un tavolo con la Regione, la Provincia e l’Anas per discuterne». «Con queste opere infrastrutturali - continua Antoniozzi - la città cambia volto e il Prg acquista spessore».
Sergio Marchi, capogruppo di An, invece, sottolinea che «Alleanza nazionale non condivide lo spirito complessivo del Prg, per questo abbiamo votato contro». «Ma - aggiunge Marchi - siamo soddisfatti, perché senza il nostro contributo il Piano sarebbe stato modesto, in sostanza quello adottato due anni fa».
Dopo il voto favorevole del consiglio, ora tocca alla Regione, che del documento dovrà solo valutare la congruità delle norme giuridiche in esso contenute e i criteri generali, oltre alle grandi infrastrutture che interessano il territorio extracomunale. La Pisana ha 150 giorni di tempo per rendere esecutivo il Piano.