Il Piano regolatore fermo da 3 anni

Marzio Fianese

Il sindaco Veltroni riesce a trasformare perfino l’emergenza casa in una occasione per rilanciare la sua politica di annunci preelettorali. Con la benevolenza della stampa amica ha annunciato che il Campidoglio si appresta a individuare le aree che saranno destinate all’edilizia popolare dove potranno essere costruiti 2300 nuovi alloggi. C’è da chiedersi come mai, dopo aver governato questa città per cinque anni abbia atteso le ultime settimane del suo mandato per prendere una decisione così importante. Una domanda, questa, destinata a rimanere senza risposte, così come l’altro interrogativo sul Piano regolatore generale, fermo ormai da tre anni. Ieri la giunta comunale ha approvato le controdeduzioni al piano e il sindaco ne ha approfittato per lanciare un appello soprattutto ai suoi alleati verdi e comunisti che minacciano di spaccare la maggioranza. «Ora confidiamo - ha detto Veltroni - nel senso di responsabilità di tutto il Consiglio comunale per giungere a una decisione storica, con proposte costruttive da avanzare nel corso del dibattito nelle commissioni e nell’aula di Giulio Cesare». In una nota congiunta con l’assessore capitolino all’urbanistica, Roberto Morassut, il sindaco ha anche voluto «ricordare che la giunta non era obbligata, in base alla procedura, ad inviare la delibera ai municipi. L’averlo fatto dimostra la chiara volontà a sollecitare la più ampia partecipazione possibile, da parte delle comunità locali, nel processo decisionale riguardante le scelte urbanistiche. Volontà per altro rafforzata dal fatto che, oggi (ieri, ndr), in Giunta, è stato approvato anche il Regolamento per la partecipazione dei cittadini nelle scelte di trasformazione urbana». «Il Prg - hanno detto Veltroni e Morassut - è una grande riforma strutturale che guarda al futuro e alle nuove generazioni di romani e di tutti coloro che vorranno vivere e operare nella capitale: anche per questo merita il massimo impegno per una approvazione attesa da Roma da quasi 100 anni».
La replica del centrodestra non si è fatta attendere. «Veltroni - ha accusato Fabio Rampelli, di An - ha scientificamente programmato il varo del nuovo Prg a ridosso delle elezioni per strozzarne il dibattito e la partecipazione». Secondo il capogruppo regionale di An «l’approvazione delle controdeduzioni alle osservazioni dei Municipi avviene oggi solo perché il sindaco ha deciso di tenere fermo il Prg per tre anni dopo la sua adozione, quindi è evidente l’uso strumentale che ne vuole fare in piena campagna elettorale. E che di propaganda si tratti - ha spiegato Rampelli - è ancor più chiaro se si pensa che solo oggi (ieri, ndr) è stata approvata anche la delibera sul regolamento per la partecipazione, quando ormai i giochi sono fatti e senza che vi sia mai stato un reale dibattito che abbia visto il coinvolgimento di comitati di quartiere, categorie, ordini e associazioni professionali». «Veltroni – ha aggiunto il parlamentare di An – si è fatto beffa anche del ruolo dei Municipi dando loro un tempo ridicolo per poter esprimere le osservazioni su un documento di decine migliaia di pagine e tavole, siamo di fronte a una autentica barbarie istituzionale che mira solo a garantire gli interessi delle grandi lobbies di potere e che ha calpestato i reali diritti di tutti i territori della città». «Del resto – ha concluso Rampelli - Veltroni dovrebbe essere coerente anche con l’affermazione, a nostro modo di vedere totalmente strampalata, che vede questo Prg essere atteso da quasi cento anni. Se così fosse, la delibera per la partecipazione dei cittadini troverebbe applicazione nel prossimo secolo, se l’improvvisa accelerazione voluta dal sindaco fosse assecondata dalle forze politiche servili che lo sostengono».