Piano regolatore con i suggerimenti dei milanesi

Parola d’ordine: rivoluzionare l’approccio istituzionale verso la pianificazione dello sviluppo urbano, segnare una cesura netta con il precedente piano regolatore, troppo rigido e non funzionale all’integrazione tra le diverse componenti in cui si articola la crescita di una città: edificazione degli immobili, viabilità, servizi. Questa la linea guida che ha tracciato la prima «Conferenza del territorio», tenutasi ieri nella Sala delle Cariatidi di Palazzo reale. Negli intenti di Palazzo Marino l’incontro di ieri rappresenta la prima tappa di una fase di ascolto delle categorie produttive e dei cittadini che si concluderà in ottobre con una proposta di «Piano di governo del territorio» (Prg). «Negli ultimi ventisette anni - ha commentato il sindaco Letizia Moratti introducendo i lavori della giornata - la crescita di Milano è passata attraverso 300 varianti del piano regolatore. Oggi segniamo la prima tappa di un percorso che porterà la città ad avere un progetto definitivo per il suo sviluppo futuro. Fino ad ora i nuovi insediamenti e i servizi - ha sottolineato la Moratti - si sono sviluppati in modo distinto, d’ora in poi avanzeranno parallelamente». «Nei prossimi giorni - ha dichiarato l’assessore comunale allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli - si terranno cinque workshop tematici su “I luoghi dell’abitare, la dignità del vivere civile, gli spazi del benessere, le reti della conoscenza, i poli dello sviluppo”». I cittadini potranno conoscere i luoghi degli incontri e iscriversi ai gruppi di lavoro attraverso l’Urban Center. Secondo Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, con uno strumento urbanistico del genere «Le potenzialità di Milano sono enormi e già rese visibili nei tanti progetti di sviluppo avviati in questi anni».