Un Piano regolatore sociale per le esigenze dei cittadini

Casa, salute, lavoro, sicurezza, solidarietà, aggregazione: l’area del «bisogno» è ampia e diversificata nella società attuale, e promette (minaccia) di estendersi ancora di più in futuro. Per questo, istituzioni pubbliche e private e organismi impegnati nell’assistenza e nel volontariato sentono la necessità di ricorrere a strumenti idonei, in grado di affrontare le varie emergenze in maniera pianificata e non, come si fa troppo spesso, con iniziative estemporanee. È nata da qui, nell’ambito dell’amministrazione comunale di Genova, l’idea di realizzare un vero e proprio Piano regolatore sociale che, sul modello dei Piani urbanistici, individui i bisogni della popolazione e disegni i relativi interventi. «Ci siamo dati da fare in questo senso - spiega Giorgio Pescetto, responsabile sezione progetto del Piano regolatore sociale - cercando innanzi tutto di arrivare a conoscere in profondità le esigenze delle persone e le loro emergenze quotidiane. E quindi abbiamo fatto ricorso a una ricerca interpellando 3500 cittadini e 500 associazioni, sui temi del welfare esistente, in una parola: sulla domanda sociale». Nel frattempo, è stata interessata e coinvolta nel progetto l’intera struttura comunale, direttori, dirigenti e funzionari ovviamente compresi, per arrivare alla piena condivisione di metodi, strategie e obiettivi. «Una condivisione - sottolinea ancora Pescetto - che si è estesa anche, al di là della contrapposizione maggioranza-opposizione, alle forze politiche e ai consiglieri comunali che di recente hanno votato il Piano nella sua configurazione definitiva». Ora il documento è pronto per essere presentato alle forze sociali e alla cittadinanza: sul tema «Le persone al centro», la città si confronterà sul Piano regolatore sociale domani, al Centro congressi dei Magazzini del cotone (dalle 9 alle 18), nel corso di un incontro cui prenderanno parte i vertici istituzionali di Comune, Provincia e Regione e gli esponenti di industriali, sindacati, Terzo settore, cultura, ricerca, assistenza.
«Le persone chiedono risposte - insiste il responsabile del progetto del Piano regolatore sociale -. Noi dobbiamo essere capaci di rispondere e corrispondere con tempestività e competenza. Da qui, anche l’allestimento di una sorta di 113, un supercentralino cui rivolgersi per manifestare i propri bisogni e ottenere non solo e non tanto generiche parole di conforto, ma anche soluzioni concrete». È qui, soprattutto, che si misura l’efficacia del Piano: arriveranno - è facilmente prevedibile - istanze relative all’emergenza casa? «Ebbene - promette Pescetto - risponderemo attivando i punti di riferimento che abbiamo già creato e messo in rete. C’è bisogno di solidarietà? Abbiamo definito un progetto chiamato “Buonfine“ in collaborazione con Coop Liguria per raccogliere l’invenduto in via di scadenza e ridistribuirlo tramite i distretti sociali. E così di seguito». Lo stesso modello verrà applicato ad esempio anche per le necessità di occupazione, di assistenza in caso di situazioni di emarginazione, di tossicodipendenza. Altri settori interessati: l’infanzia, gli anziani, le pari opportunità, la scuola, la salute, la comunicazione, l’immigrazione, in collaborazione con la Compagnia di San Paolo e altri soggetti pubblici e privati. «Ma le aree di intervento - precisa ancora Pescetto - sono praticamente tutte quelle che si possono individuare nella società odierna. Solo se verranno considerate e affrontate non a compartimenti stagni, con aiuti assemblati al momento, ma con un approccio e una capacità che derivano da una pianificazione adeguata e condivisa, si potranno ottenere i risultati auspicabili e auspicati». Non mancherà, in questa prospettiva, anche un’agenda-vademecum che costituisce, a tutti gli effetti, una guida alla risposta sociale. Sarà pronta nei primi mesi del 2007, in coincidenza con l’esordio ufficiale della fase operativa del Piano, e conterrà, in sostanza, «tutto quello che volevate chiedere e finora non sapevate a chi rivolgervi per ottenerlo». Che significa: la rete integrale della solidarietà cittadina, con tanto di indirizzi e numeri di telefono. Per orientarsi nella giungla dell’«apparato» e non restarne mai irrimediabilmente prigionieri.