Piano di rientro del deficit: ora Marrazzo fa dietrofront

«Il Lazio era una Regione dove nessuno metteva mai in discussione il fatto che non si poteva andare avanti così. Oggi siamo intervenuti». Il presidente della Regione Piero Marrazzo, a proposito del piano di rientro della sanità, che sta sollevando proteste da ogni direzione, cerca di uscire dall’accerchiamento e annuncia cambiamenti di rotta. «Non credo - ha ammesso ieri Marrazzo - che ci siano mai soluzioni giuste al cento per cento, quindi nelle prossime settimane e mesi si metteranno a punto delle modifiche». Di sicuro «non si poteva non intervenire sul alcune direttrici come la spesa farmaceutica, le prestazioni, i tetti di spesa e i costi del personale. Tutto questo aveva una ricaduta di inefficienza, determinava ricadute sui cittadini». Immediate le reazioni nel centrodestra. «Le ultime dichiarazioni del presidente della Regione Marrazzo, confermano quanto abbiamo nei giorni e nei mesi passati denunciato». È quanto affermano Domenico Gramazio capogruppo di An alla commissione Sanità del Senato della Repubblica e Tommaso Luzzi consigliere regionale e componente della commissione Sanità. «Da mesi - proseguono i due esponenti di An - sottolineiamo che con i piani di rientro predisposti dai vari assessori e dalla Giunta regionale, si penalizzava il servizio sanitario regionale. Ora se ne è accorto anche Marrazzo che deve fare marcia indietro e opera di recupero affinché gli accordi per il rientro della spesa sanitaria non colpiscano indiscriminatamente tutti i settori del servizio sanitario regionale. In queste ore il taglio della spesa sul servizio dell’emergenza sanitaria, la riduzione dei posti letto, il tetto imposto ai laboratori d’analisi e alle strutture convenzionate, creano non solo malumore, ma una vera e propria protesta forte del mondo che opera nel servizio sanitario regionale». «Ci auguriamo che le parole di Marrazzo - concludono Gramazio e Luzzi - siano realmente dirette a non colpire indiscriminatamente il servizio sanitario regionale. Purtroppo il rimpasto della Giunta dimostrerà ancora una volta che avevamo ragione noi, si è penalizzato il servizio sanitario».
Per Fabio Desideri, capogruppo della Dc alla Regione, «il fallimento è sotto gli occhi di tutti. E del resto lo ha ammesso lo stesso Marrazzo quando ha dichiarato di voler modificare il Piano di rientro del deficit sanitario, quindi di voler rivedere le soluzioni finora adottate che hanno comportato l’aumento delle tasse e la riduzione dei servizi».