«Piano rifiuti: Penati ha fallito ma fa finta che sia colpa nostra»

Anche i bambini lo sanno, le bugie hanno le gambe corte. Ma Filippo Penati è troppo cresciuto e non se lo ricorda più. E, allora, ecco il presidente della Provincia di Milano affermare tranchant di essere «pronto a un atto di responsabilità» per approvare il piano rifiuti che ha già recepito le prescrizioni della Regione, mentre «An e Forza Italia privilegiano la sterile polemica politica» che, in soldoni, ha impedito l’approvazione in aula di quel piano.
Virgolettati «sconcertanti» replicano An e Forza Italia. Anzi, più che «sconcertanti» sono vagheggiamenti «vergognosi» perché «l’inquilino di via Vivaio si inventa un alibi per non dichiararsi fallito». Fallimento dichiarato però dalla «sua stessa maggioranza dopo mesi di lotta intestina, ultimatum, penultimatum, ricatti, baratti e sgambetti». Fatti e misfatti che a Palazzo Isimbardi, sul piano rifiuti, si sono concretizzati anche nei 41 emendamenti «presentati dagli ex alleati del presidente Penati e non dall’opposizione di centrodestra» oltreché dalla decisione, in passato, «del secondo partito della maggioranza, Rifondazione, di impedire la discussione in aula del piano».
Quella «discussione» che, dicono Bruno Dapei e Giovanni De Nicola, rispettivamente capigruppo di Fi e An, è «stata portata in aula, a inizio di ottobre, su iniziativa del centrodestra per sbloccare la situazione di stallo dopo quindici mesi». Fotografia della realtà che «Penati mistifica propinando falsità che mettono a dura prova la nostra pazienza». Insomma, «di quale ostruzionismo parla il presidente? Su quali emendamenti, poi?». Interrogativi cui Penati si sottrae, «il lupo perde il pelo ma non il vizio», guardando alla primavera 2009 quando tenterà di riconquistare la poltrona di Palazzo Isimbardi.
Cinque anni dopo, senza i compagni della vecchia cordata e con alle spalle sessanta mesi persi senza produrre «un solo centimetro di infrastrutture ma indebitando la Provincia». Ah, «naturalmente» chiosano Dapei e De Nicola «sono i milanesi che pagheranno i debiti del "fallimentare" Penati».