Piano per rilanciare la Darsena «Porto turistico entro il 2015»

L’associazione Amici dei Navigli: «Occorre seguire l’esempio di Parigi e riaprire alla navigazione»

Milano come Parigi, i Navigli come la Senna, il Ticinese come la Rive Gauche: è questo in sintesi l’obiettivo del piano, presentato mercoledì nell’Associazione Marinai d’Italia, di riqualificazione della Darsena e della zona circostante, lanciato dall’Associazione amici dei Navigli e promosso dal Comune di Milano. Il piano prevede il rilancio della Darsena come porto turistico, con la pedonalizzazione di vaste aree del Ticinese e la riqualificazione della stazione di Porta Genova - presto dismessa -, in vista dell’Expo del 2015, che Milano spera di aggiudicarsi definitivamente entro l’inizio del 2008.
La Darsena venne usata come porto commerciale a partire dalla fine dell’Ottocento, e chiuse i battenti nel 1975. Una situazione che l’Associazione Amici dei Navigli vorrebbe rovesciare: «Milano vanta una delle più grandi reti idriche per il trasporto di merci e passeggeri d’Europa - spiega il vicepresidente dell’Associazione amici dei Navigli, Empio Malara - , eppure non viene utilizzata. Bisogna seguire l’esempio di Parigi e altre città europee e riaprire i Navigli per la navigazione turistica». L’ipotesi è quella di valorizzare Milano come snodo principale dell’Idrovia Locarno-Milano-Pavia-Venezia (in corso di attuazione) rendendo il capoluogo il principale porto turistico interno fra la Svizzera e l’Adriatico.
Il progetto della Darsena - affidato allo studio di architetti Bodin e associati, che ha vinto la gara d’appalto indetta nel 2003 da Comune e Regione - prevede fra le altre cose la pedonalizzazione di Piazza XXIV maggio e il suo ampliamento con la realizzazione di un terrapieno. L’area interessata dalla riqualificazione si estende da piazza General Cantore a Piazza XXIV Maggio, comprendendo via Ronzoni e la Conca di Viarenna.
Il piano è subordinato alla realizzazione di un parcheggio sotterraneo alla Darsena: più di 700 posti auto che, negli intenti del Comune, dovrebbero anche risolvere il problema del traffico e del «parcheggio selvaggio», legati ai locali notturni della zona. I lavori del parcheggio, che costerà 18 milioni di euro, sono a carico di una azienda privata che otterrà la concessione da parte del Comune per 30 anni, e, in project financing, ricaverà i fondi per i lavori della Darsena dai proventi della sosta delle auto.
«L’idea del parcheggio è nata nel 2002, per far fronte al problema del congestionamento dei Navigli - spiega l’architetto ed ex assessore alla Mobilità di Milano Giorgio Goggi -. Intanto l’Associazione amici dei Navigli ha proposto la riqualificazione della Darsena, così il Comune ha deciso di bandire un concorso per un progetto complessivo». L’attuale amministrazione comunale ha raccolto il testimone dell’iniziativa: «La nostra è una posizione di continuità con chi ci ha preceduto - ha detto l’assessore ai Trasporti di Milano Edoardo Croci -. I Navigli sono un patrimonio storico da salvaguardare e valorizzare, e la creazione del parcheggio sotterraneo e la riqualificazione della Darsena con la pedonalizzazione dell’area daranno una risposta al problema del degrado della zona. La sperimentazione della zona a traffico limitato durante l'estate ha avuto successo, tanto che pensiamo di applicarla in parte anche nei mesi invernali. Anche in vista dell’Expo 2015 - ha concluso l’assessore - serve un rilancio dei Navigli come luogo di interesse turistico».
Ci vorranno però almeno un paio d’anni per vedere l'inizio dei lavori della Darsena: la costruzione del parcheggio sotterraneo - che secondo le stime sarà pronto per la fine del 2009 - è per ora ferma, in attesa che si concluda l’intervento degli esperti al lavoro sui reperti archeologici ritrovati durante gli scavi. Durante i lavori sono infatti emersi resti architettonici di grande rilievo storico: fra questi, un tratto delle Mura spagnole, una parte della struttura ottocentesca della Darsena ma soprattutto una chiusa del Cinquecento, che secondo gli esperti fu fonte di ispirazione per lo stesso Leonardo da Vinci, che realizzò successivamente un sistema di chiuse a Milano.