Il piano della sinistra: aumentare le tasse e più soldi ai deputati

Nel 2006 l’indennità parlamentare è stata di 92 milioni (quasi 4 in meno del 2005), ma nel 2007 balzerà a 96 milioni che diventeranno 99 nel 2008

Gianni Pennacchi

da Roma

Sì, sì, dateci il barbiere gratis pur se costa solo 7 euro e 75 centesimi però al Senato non pagano una lira, aprite un coiffeur per le onorevoli «in questo edificio» perché il buono-parrucchiere è comunque discriminante, regolarizziamo la posizione «giuridica ed economica» dei portaborse, ma perché Fausto Bertinotti non ci chiama «onorevoli», e mamma mia quanto costano i gadget allo shop Punto Camera, «nemmeno a Via Condotti...». S’apre a Montecitorio il dibattito sul bilancio interno - che finirà approvato all’unanimità o quasi, come di consueto - e dagli scranni d’ogni settore si levano lamenti e richieste. Nessuno per fortuna osa indignarsi per la fresca norma che impone di pagare prima di consumare alla buvette, poiché questa legislatura ha registrato un record storico: nei giorni che non c’è seduta, lunedì e venerdì, gli incassi son superiori ai giorni del pienone.
E tuttavia l’atmosfera è da terza elementare che s’è comportata bene ed ora attende il premio dalla maestra. Del resto, a far l’elogio dei sacrifici e delle virtù sfoderate dalla Camera dei deputati è proprio il collegio dei questori - i custodi dell’autodichìa materiale - per voce di Gabriele Albonetti, diessino emiliano, che snocciola tagli esemplari: «ulteriore riduzione» della dotazione finanziaria - le risorse dei contribuenti che il Tesoro fornisce al palazzo - 7 milioni d’euro in meno di qua, 8,8 di là, e udite udite persino un taglio alle onorevoli buste paga. Ma sì, Albonetti vanta che la Camera «ha realizzato una manovra complessiva di diminuzione di quasi 69 milioni di euro, che comprende anche la riduzione dell’indennità parlamentare nella misura del 10% prevista dalla legge finanziaria per il 2006». Grandi applausi di autocelebrazione, cronisti a registrare le parole del questore: vuoi forse mettere in dubbio la veridicità dei suoi numeri? Peccato per Albonetti, perché a sfogliare invece con attenzione le pagine del bilancio, si scopre che i tagli sono virtuali. E che è vero, nell’anno ancora in corso la busta paga dei deputati ha subìto una riduzione rispetto al 2005. Pur se soltanto di uno scarso 4% e non del 10 vantato dal questore. Ma l’anno prossimo lor signori si riprenderanno quanto hanno ceduto, sino a totalizzare un aumento dell’8,2% nel 2008, cioè più del doppio dell’inflazione programmata.
Quelli del gioco delle tre carte nelle fiere di paese son più bravi, bisogna riconoscerlo. Però la relazione dei questori - con Albonetti, Severino Galante del Pdci e Francesco Colucci di Fi - è un capolavoro di omissioni. Lasciamo cantar le cifre proprio dell’indennità parlamentare: il consuntivo del 2005 ferma questa spesa a 95 milioni 845 mila euro; il preventivo 2006 la fissa a 92 milioni 30 mila. Però nel bilancio triennale si scopre che l’anno ormai prossimo le indennità dei deputati balzeranno a 96 milioni 65 mila euro, recuperando con un aumento del 4,4% più di quanto s’eran tagliati l’anno prima. E nel 2008 coroneranno l’impresa sfiorando quota 100: 99 milioni 535 mila per l’esattezza. Con quale giustificazione? Nessuna, se non l’automatismo. Poiché se con Pier Ferdinando Casini e il centrodestra avevano fatto il bel gesto di ridursi lo stipendio, Bertinotti e il centrosinistra han «dimenticato» di sganciarsi dal meccanismo d’aumento salariale dei magistrati di Cassazione. Non ci sperate nemmeno che l’opposizione insorga: in queste cose si procede collegialmente.
Be’, per essere il primo bilancio della presidenza Bertinotti, mica male. Ma guarda i conti, il difensore dei lavoratori e del proletariato? Mentre il governo di centrosinistra s’appresta a calar sul popolo sovrano una stangata di lacrime e sangue, i suoi onorevoli questori e la sua onorevole tribù dei 630 s’aumenta lo stipendio. Con la faccia di bronzo di dire invece che se lo sta tagliando.