Piano Sud, l'Mpa apre: "Ma ora si passi ai fatti" Ma Miccichè fa resistenza: "Pronti al partito"

<strong><a href="/a.pic1?ID=369736">Dopo l'annuncio del premier</a></strong> sui nuovi fondi per il Mezzogiorno, Lombardo esulta: &quot;Saremo al suo fianco&quot;. Miccichè: &quot;Il tempo delle deleghe in bianco è finito&quot;.
Sprecato un fiume di soldi: <strong><a href="/a.pic1?ID=369960">il Sud ha già avuto oltre 180 miliardi in 10 anni</a></strong>

Roma - Il "piano Marshall" per il Sud al quale si è impegnato Silvio Berlusconi incassa il sì condizionato di Raffaele Lombardo, ma non convince ancora Gianfranco Miccichè. Dopo giorni di tensione culminati con la decisione dei deputati del Movimento per l’Autonomia di non votare la fiducia al governo sul decreto anti-crisi, le parole del presidente del Consiglio aprono spiragli nella ripresa del dialogo con il governatore della Sicilia. Mentre il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, prima di far rientrare la minaccia di uscire dalla maggioranza alla testa del Partito del Sud, aspetta "i fatti" e ritira "deleghe in bianco".

L'invito dell'Mpa Berlusconi deve passare "dalle parole ai fatti". Arturo Iannaccone, responsabile per il Welfare per l’Mpa, incarna tuttavia i timori del partito e invita il premier a varare al più presto l’annunciato piano per dare "risposte concrete" alle popolazioni del Mezzogiorno e a reintegrare "rapidamente" i fondi Fas. "C’è un clima sociale ormai prossimo a fenomeni di ribellione - ha detto Iannacone parlando nell’Aula della Camera dove è in corso l’esame degli ordini del giorno al dl manovra - dobbiamo intervenire per dare una speranza". Per questo, ha ricordato Iannacone, il suo gruppo non ha partecipato al voto di fiducia sul provvedimento. Per l’Mpa, la creazione di un dicastero per il Mezzogiorno costruirebbe un "segnale importante e potrebbe consentire di coordinare meglio le misure che si andranno ad adottare a sostegno dell’economia meridionale".

Miccichè vuole fatti Nonostante il plauso di Lombardo alla decisione del governo di mettere nero su bianco un piano per il Sud, il clima è tutt’altro che sereno. A mantenere alta la tensione, infatti, ci pensa Miccichè. Il sottosegretario siciliano, da giorni in rotta di collisione con maggioranza e governo - colpevoli a suo dire di "tradire" il Sud in nome "dell’asse Tremonti-Lega" - prende atto dell’annuncio dell’esecutivo di sbloccare i fondi Fas a favore delle Regioni meridionali, ma mantiene il tono da ultimatum: "Vogliamo vedere i fatti. Si tratterà dell’ultima volta. Il tempo delle deleghe in bianco è finito".

Lega e Pdl contro il partito del Sud "Se Partito del Sud significa una Lega del Sud che vuole più autonomia e federalismo e non più sprechi ben venga, ma se deve nascere il Partito del Sud per l’antico meridionalismo piagnone allora non ci siamo proprio". La Lega, attraverso le parole del viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli, fa sentire così la sua voce sulle ipotesi di "partito del Sud". Un’idea che, specie dopo i paletti fissati ieri da Berlusconi, incontra un nutrito fuoco di sbarramento proprio a cominciare dal Pdl, dove si trova una quota di maggioranza dei potenziali "soci fondatori". "L’Italia non ha bisogno di un partito del Sud, ma di una moderna strategia meridionalista per garantire al Mezzogiorno un impegno trasparente e funzionale delle risorse a disposizione", annota il vicepresidente vicario dei deputati Pdl. Bocchino osserva infatti che "al Sud non mancano soldi, ma progetti e strategia complessiva collegata al sistema nazionale. È questa l’esigenza primaria che il Sud deve avere e che il pdl deve rappresentare".