Piano del territorio La Lega punta i piedi: «Meno cemento»

No a una colata di cemento «selvaggia». Obiettivo due milioni di abitanti entro il 2015, anno dell’Expo? «A Milano siamo già in troppi, settemila residenti al chilometro quadrato». La Lega alza i paletti. Martedì prossimo si riunirà a Palazzo Marino il tavolo politico di maggioranza per dare il via libera alla bozza del nuovo piano di governo del territorio, che manderà in pensione il vecchio piano regolatore del 1980. Dopo la presentazione al sindaco e ai segretari del Pdl, dal 9 marzo scorso i rappresentanti nominati dai partiti stanno esaminando tecnicamente il documento (anche oggi ne è prevista una) e mano a mano che si aggiungono dettagli il Carroccio punta i piedi. Nella Milano ridisegnata sulle mappe dell’assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli si parla di 8-9 milioni di metri quadri di superficie edificabile in più, 25 nuove aree su cui sarà possibile costruire. «Troppo cemento, la superficie va dimezzata, non più di 4 milioni», puntualizza il capogruppo della Lega Matteo Salvini. A cui sta a cuore, neanche a dirlo, il destino dell’Ippodromo su cui nemmeno Forza Italia è compatta. Un milione di nuovi metri quadri di cemento si concentrano proprio nella zona di San Siro, e se sul Trotto «si può ragionare», sull’area della pista di allenamento la Lega chiede il vincolo, «deve rimanere a verde». Eppure esisterebbero già progetti (con tanto di plastico) per costruirci case di lusso.
Gli altri due nodi riguardano il futuro del tribunale e del carcere di San Vittore quando nascerà la nuova cittadella della giustizia - «diventino parchi urbani», insiste Salvini - e le ex caserme che il governo intende vendere a privati, col vincolo che il 50 per cento della superficie sia destinato a verde. «Ci attiveremo a livello nazionale perché la percentuale sia alzata al 70 per cento» anticipa. La Lega chiederà prima di martedì prossimo un incontro con il candidato presidente del Pdl in Provincia Guido Podestà: «Vogliamo anche da lui la garanzia che il nuovo pgt non avrà tutte quelle metrature di nuovi edifici. Ci sono già il nuovo piano casa e i piani integrati di intervento». Nessuna «guerra di religione sull’Ippodrono - afferma invece il capogruppo di An Carlo Fidanza -. La Lega usa quest’argomento per motivi elettorali».
L’assessore Masseroli non raccoglie le polemiche: «I numeri definitivi del piano saranno quelli che usciranno dal tavolo di condivisione politica, in cui è rappresentata anche la Lega - puntualizza -. Entreremo con delle proposte e usciremo con delle decisioni. Sia sull’Ippodromo che sulle altre superfici in esame, saranno i partiti a prendere le decisioni che ritengono più giuste».