Il piano del territorio slitta un’altra volta: l’ok dell’aula a gennaio

Frenata del Pdl. I consiglieri ora chiedono un mega-parco a Farini come simbolo di Expo.
In mattinata accordo Moratti-Podestà, poche ore dopo arriva lo stop.<strong> <a href="/milano/ecco_cosa_chiede_provincia_approvarlo/01-12-2009/articolo-id=403284-page=0-comments=1" target="_blank">Ecco cosa chiede la provincia per approvarlo</a>
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Il via libera al Piano di governo del territorio slitta (almeno) a fine gennaio. Se non ci saranno altri intoppi. Ma l’obiettivo di mandare in pensione entro fine anno un piano regolatore di 25 anni fa è già spostato al 2010. La necessità di «ulteriori approfondimenti» è la motivazione ufficiale per cui la giunta straordinaria, già convocata da Letizia Moratti per stamattina alle 9, è stata rinviata a mercoledì 9. Se tutto andasse secondo i piani del sindaco, a quel punto dopo un passaggio in commissione il piano arriverebbe in aula il 14 dicembre, riducendo ai minimi termini gli emendamenti della maggioranza (già saltato il patto di non farne nessuno) e cercando un accordo con l’opposizione per tagliare il maxi-pacchetto annunciato. Al vertice di maggioranza con i colonnelli e i consiglieri di Lega e Pdl ieri pomeriggio a Palazzo Marino - assente Guido Podestà, coordinatore regionale del Pdl e pure presidente della Provincia - la Moratti ha concesso il rinvio del via libera a fine gennaio chiesto dal capogruppo Giulio Gallera, facendo presente però che i tempi sono stretti: a febbraio deve iniziare la discussione del bilancio 2010. Ma qualche consigliere ha scoperto, dopo mesi di discussioni sul Pgt, che Milano ha bisogno di un grande polmone verde, un Central Park magari al posto dell’ex scalo Farini come ha proposto Fabrizio De Pasquale: «Un parco tematico da lasciare come simbolo di Expo». Bisogna scegliere l’area prima del via libera al testo definitivo. Di più. Va chiarito meglio il connubio tra verde e meccanismo della perequazione, tale per cui aree private vengono restituite al Comune in cambio di altri terreni su cui costruire. Una dell’Aler, a Muggiano, non rientra ora nelle aree di trasformazione del Pgt (non sarebbe edificabile), e dopo che il presidente Loris Zaffra già nei giorni scorsi aveva sollevato la questione, ieri i consiglieri l’hanno posta alla Moratti e all’assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli. Altro punto che dovrebbe trovare soluzione entro la prossima settimana sulla mappa del Pgt, con la previsione di housing sociale per 1.200 alloggi ad Affori. Il ministro e coordinatore cittadino del Pdl Ignazio La Russa puntualizza che «l’importante è lavorare a una soluzione condivisa». Ma l’ennesimo rinvio desta più di una preoccupazione, anche all’interno del Pdl: qualcuno lo definisce «un chiaro di luna». Soprattutto perché in mattinata, per evitare sorprese al vertice allargato, sindaco e Masseroli avevano incontrato La Russa e Podestà. Raggiungendo l’accordo sul via libera dell’aula entro fine anno. Il Comune ha concesso alla Provincia lo stralcio del Parco sud e dell’area di San Siro dai piani di trasformazione urbana e ha accettato di destinare una quota degli 800 milioni di plusvalenze previste dalla vendita degli scali Fs dismessi alla creazione di ferrovie o metrò verso l’hinterland. Tra mattina e pomeriggio (assente Podestà) delle due l’una: c’è stato un difetto di comunicazione tra coordinatori e consiglieri che hanno chiesto il rinvio, o un cambio di strategia. Masseroli è positivo, «è uno strumento nuovo e i consiglieri hanno giustamente chiesto approfondimenti, la compattezza in aula è fondamentale. Il rinvio in giunta slitta solo di una settimana». Il capogruppo del Pdl Giulio Gallera parla di riunione «positiva, abbiamo chiesto ancora un confronto per fare delle correzioni prima dell’aula». Diversa la lettura del capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino: «Complimenti a Podestà per il risultato, il Pgt continua a slittare non per colpa nostra ma per dissidi interni al Pdl».