Piano Udc: primarie a dicembre Tetto di spesa, 2 euro per votare

Ogni candidato non potrà investire più di un milione Ma Bondi: «La consultazione non sia un’ossessione»

Fabrizio de Feo

da Roma

Le primarie del centrodestra iniziano a uscire dalle nebbie e a prendere gradualmente forma. L’identikit, certo, non è ancora completato. Ma l’Udc ha ormai elaborato un progetto di massima, un canovaccio che dovrà essere sottoposto al giudizio e alle correzioni degli alleati in modo da dare al più presto un seguito tecnico alla proposta politica della scorsa settimana.
I punti cardine del «regolamento» per le primarie che i centristi si accingono, tra oggi e domani, a girare agli altri partiti della Cdl prevedono, innanzitutto, una data in cui convocare alle urne gli elettori del centrodestra: quella del 10 e 11 dicembre. Le candidature, invece, dovranno essere presentate entro il 31 ottobre. L’elettorato attivo, ovvero il diritto al voto, spetterà invece a tutti i cittadini che dichiarino di appartenere al centrodestra e versino 2 euro. Massima trasparenza anche nella campagna elettorale dei candidati che si impegnano a spendere non più di un milione di euro.
La proposta dell’Udc si articola in 8 punti. Nella premessa, si sottolinea che la Cdl intende promuovere «la massima partecipazione da parte dei propri elettori alla scelta del candidato comune alla presidenza del Consiglio» e si indica la data del 10 e 11 dicembre per lo svolgimento della consultazione. Sarà costituito un «ufficio di coordinamento elettorale per le primarie» composto da due membri per ciascun partito. Al suo interno, si darà vita a una «giunta esecutiva» composta da presidente, segretario, tesoriere e responsabile della comunicazione. L’ufficio di coordinamento dovrà elaborare entro quindici giorni un «regolamento specifico», da approvare a maggioranza semplice, sulle modalità di partecipazione al voto, «indicando nel dettaglio il numero dei seggi e la loro individuazione nel territorio italiano». Possono candidarsi a guidare la Cdl tutti i cittadini che godano dei diritti attivi e passivi di voto. Ma per fare questo dovranno far pervenire le loro candidature entro il 31 ottobre, insieme a un documento che indichi il loro programma di governo. «Salvo quelle espresse dai partiti della Cdl presenti in Parlamento - si legge ancora nella proposta -, le candidature dovranno essere sottoscritte da almeno 10mila cittadini che godono dei diritti di elettorato attivo o da almeno 500 eletti tra parlamentari europei, italiani, consiglieri regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali».
Per votare alle primarie della Cdl, secondo la bozza dell’Udc, basterà presentare un documento di riconoscimento, dichiarare la propria «appartenenza alla Cdl», autorizzare il trattamento dei dati personali e versare un contributo di 2 euro. Quanto ai seggi, ne sarà costituito almeno uno in ogni provincia e uno aggiuntivo per ogni 20mila voti validi ai partiti della Casa delle libertà alle Europee del 2004.
Il regolamento si sofferma anche sugli aspetti finanziari, sottolineando l’impegno dei candidati alla massima trasparenza sui costi, con un tetto massimo di spesa per ciascun candidato di un milione di euro. Dovrà essere costituita inoltre una commissione di garanzia composta da 5 membri che dovrà garantire anche «parità di condizioni» fra i candidati. Le forze politiche dovranno poi colmare l’eventuale differenza tra i costi sostenuti per le primarie e le entrate derivanti dal contributo degli elettori. Alla fine, sarà proclamato «candidato alla presidenza del Consiglio» colui che alle primarie avrà raccolto il maggior numero di voti. Il vincitore dovrà quindi «elaborare un programma di governo dell’intera coalizione, coinvolgendo a pieno titolo tutte le forze politiche che ne fanno parte».
Se l’Udc compie un ulteriore passo in avanti e dimostra di fare sul serio, gli alleati della Cdl mostrano meno entusiasmo e sollevano qualche obiezione. «Penso che la strada maestra sia quella di una designazione politica, onde evitare lacerazioni. Non c’entra nulla con quello che accade nella sinistra. Abbiamo il dovere di preservare i valori di un’alleanza che ha governato, con tutte le difficoltà che conosciamo, per quasi cinque anni» suggerisce Francesco Storace parlando ai microfoni di Radio Cuore Tricolore. Una posizione non troppo dissimile da quella del coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi, che invita la coalizione a «non far diventare le primarie la nostra ossessione a scapito dell’attività legislativa e di governo di questi ultimi decisivi mesi. Se così facessimo commetteremmo un grande errore».