Un pianoforte per Chopin e Luigi Nono

A prima vista non è facile immaginare quali punti di contatto abbia la musica pianistica di Chopin con quella di Nono, che al pianoforte ha dedicato, invece, scarsissima attenzione (due soli pezzi ambedue dedicati a Maurizio Pollini, e in uno vi è anche l’utilizzo dell’elettronica). Pollini ha voluto spiegare il perché di tale insolito accostamento alla base del suo concerto di oggi, in sala Santa Cecilia, secondo appuntamento della rassegna «Pollini Prospettive». «Chopin e Nono - ha detto Pollini - sono accomunati da un forte interesse per il canto; la musica di Chopin, tutta la sua musica è ispirata alla grande tradizione vocale italiana; Nono, dal canto suo, non nasconde la sua attenzione per la voce, specie quella femminile, che tratta con grande senso del colore ed evidente lirismo». Quando chiediamo a Pollini ragione della presenza costante nei suoi concerti del noto brano Sofferte onde serene, per pianoforte e nastro magnetico, di Luigi Nono, presenza impossibile da spiegare esclusivamente con l'importanza di tale brano nello sviluppo del linguaggio pianistico - a differenza di quanto invece può dirsi per la produzione pianistica di Stockhausen, quella sì davvero fondamentale - il pianista che quel brano esegue anche nel concerto di oggi, ha mostrato come di risentirsi: «non faccio beneficenza - dice - è l’originalità della scrittura di Nono che mi spinge a includere il pezzo nei miei concerti; mai suonerei un brano solo perché scritto da un mio amico o perché mi è stato dedicato».
Nel concerto di venerdì, c’è anche un altro brano di Luigi Nono, A floresta è jovem e cheja de vida, una decisa protesta contro la guerra, ogni guerra, scritto nel ’66 , attestazione inequivocabile dell’impegno umanitario di Nono. In quel brano, cameristico, alle tre voci recitanti Nono affida frammenti di testi di Fidel Castro, operai, studenti, e lo dedica al Fronte di liberazione nazionale del Vietnam. Se, tuttavia, alcune scelte, sul versante contemporaneo, del grandissimo pianista possono non essere del tutto condivisibili, bisogna senza ombra di dubbio riconoscergli il forte impegno in favore della diffusione della musica d’oggi, più di ogni altro interprete al mondo, al pari soltanto di Pierre Boulez, compositore e direttore d’orchestra, che di tale diffusione ha fatto da tempo la sua missione.
Chiuso il capitolo Nono, Pollini apre quello chopiniano con un lungo impegnativo recital - Preludio, op.45, e tre grandi opere: la Ballata op. 38, Scherzo n. 1 op.20 e, a chiusura, la Seconda Sonata, op. 35 - atteso dal pubblico che, per questo, è corso all’assalto della sala Santa Cecilia dell’Auditorium.
Auditorium. Sala Santa Cecilia. «Pollini Prospettive», questa sera ore 21.
Info: 06.8082058.