Piante di cannabis scoperte via satellite

Che i satelliti fossero in grado di fotografare oggetti grandi come un pacchetto di sigarette, e leggerne anche le scritte, si sapeva da tempo. Quello che si ignorava, invece, che dalle loro stratoferiche altezze questi gioielli della tecnologia elettronica fossero anche in grado di riconoscere una pianta dall’altra ed eventualmente di segnalare all’operatore che qualcuno da qualche parte stesse coltivando piante di canapa indiana, le cui foglie essiccate diventano la ben nota marijuana. È così, infatti, che gli agenti del Commissariato di polizia di Pré sono riusciti ad individuare un appezzamento di terreno in Val di Vara, nello Spezzino, dove un uomo aveva organizzato una vera e propria piantagione di canapa indiana (o cannabis indica), con tanto di essiccatoio e laboratorio per immettere sul mercato ligure il prodotto finito.
Le manette sono così scattate ai polsi di Alfredo Salvini, un romano di 48 anni residente a Milano con l’«hobby» della cannabis. L’uomo è stato arrestato per produzione e traffico di sostanze stupefacenti.
A preoccupare i poliziotti genovesi era stata la quantità di marijuana che da qualche tempo girava a Genova. Si trattava di un tipo abbastanza particolare che solitamente non veniva venduto in grandi quantità sul mercato clandestino della droga. Da dove poteva venire? Pensa e ripensa, alla fine in Commissariato qualcuno ha avuto il lampo di genio: visto che battere palmo a palmo tutto il territorio ligure, la cui orografia non agevola di certo le ricerche, sarebbe praticamente impossibile, perché non esaminare il terreno dall’alto?
Contrariamente a quanto si crede, soprattutto a causa di certi film che fanno ritenere fantasia anche attività tecnologiche di uso comune, il controllo via satellite è una realtà assolutamente concreta. Se le autorità volessero esaminare il territorio alla lente d’ingrandimento, potrebbero farlo semplicemente programmando i satelliti che transitano su quella verticale. Nessuno di noi sa quali e quanti siano, ma le autorità sì. Per cui, inserendo nella memoria dei satelliti un programma che permette il riconoscimento delle piante, ci si può giurare che il satellite individuerà, analizzerà e traccerà le coordinate della pianta che si vuole cercare.
Ed è appunto quello che è successo ai poliziotti di Pré. L’occhio invisibile del satellite ha battuto l’entroterra metro per metro e ad un certo punto ha fatto suonare l’allarme quando in prossimità di Rocchetta Vara, appunto nello Spezzino, l’obiettivo ha immortalato la belleza di 57 piante di cannabis nei pressi di un casolare isolato di Rocchetta Vara. Avuta la certezza che proprio di canapa indiana si trattava, i poliziotti si sono recati sul posto e hanno atteso il momento opportuno per intervenire. Nella casa dell’uomo gli agenti hanno trovato anche numerose scatole contenenti migliaia di semi di cannabis e un essiccatoio dove la pianta veniva fatta essiccare.