Piattaforma democratica e viaggio a tappe in Italia, ecco la road map del Pd

Una road map per rilanciare il Pd, superare le divisioni interne e, tentar non nuoce, andare «oltre Berlusconi». Il segretario Pierluigi Bersani pensa alla costruzione di una «piattaforma» democratica con cui si presenterà poi agli alleati

Una road map per rilanciare il Pd, superare le divisioni interne e, tentar non nuoce, andare «oltre Berlusconi». Il segretario del partito Pierluigi Bersani pensa alla costruzione della «piattaforma» democratica con cui si presenterà poi agli alleati per dar vita a una fase costituente per vincere il centrodestra. Molte le incognite, prima fra tutte l'andamento della legislatura, con alcune date importanti, dalla sentenza della Consulta sul legittimo impedimento al voto sulla mozione di sfiducia al ministro Sandro Bondi. Il percorso del Pd inizia il 13 gennaio, quando si riunirà la direzione nazionale. In quella sede il segretario cercherà di ricompattare il partito, scosso dal voto della Camera, e di ricucire con la minoranza interna e con i rottamatori, che non hanno apprezzato la svolta di dialogo con il Terzo polo così come prospettata da Bersani.
Subito dopo il leader Pd partirà per un «Viaggio in Italia», una serie di tappe sulla falsariga del viaggio nei distretti di alcuni anni fa con Enrico Letta, da Padova a Roma al Mezzogiorno. In questo viaggio Bersani lancerà le idee del Pd sui principali temi in agenda nel Paese: fisco, legalità, lavoro, giovani, piccole e medie imprese. Obiettivo: spiegare alla società, in diversi luoghi simbolo del Paese, quali sono i punti qualificanti del partito anche in vista delle possibili alleanze. Il 22 gennaio a Torino, Walter Veltroni ha convocato i sostenitori di Movimento democratico al Lingotto per rilanciare la «vocazione maggioritaria» e una «nuova frontiera del riformismo». Una settimana dopo, il 28 e 29 gennaio, a Napoli il Pd si riunirà di nuovo in una assemblea nazionale. Qui il partito lancerà le ultime idee guida e le metterà insieme a quelle uscite dalle due precedenti assemblee di Roma e Malpensa. Un piano programmatico organico su cui aprire il confronto con gli alleati: «Sarà la nostra posizione - ha detto alla conferenza stampa di fine anno - un'agenda di riforme impegnativa e profonda per la crescita e il lavoro».
Solo dopo questi appuntamenti, infatti, Bersani incontrerà gli alleati attuali e possibili, da Nichi Vendola ad Antonio Di Pietro a Pier Ferdinando Casini. A quel punto, con una «piattaforma che sarebbe la stessa anche se fossimo da soli al governo», il Pd avvierà i colloqui con le altre forze del centrosinistra e del Terzo polo per una «stagione costituente» che superi «il decennio berlusconiano».