Il piatto piange ma il portafogli non ride

ANVERSA, 15 febbraio 2070. «Un’insalata di ragni dieci globi. Dove andremo a finire?». È questo il titolo che si è aggiudicato la decima edizione dell’«Opiter Prize», il premio dedicato alla memoria del grande giornalista austriaco Lucio Opiter e riservato al miglior titolo dell’anno.
«Non so se essere più contento per questo prestigioso riconoscimento o più preoccupato per le sorti della nostra economia», ha detto Bo Oliphant, direttore di Nothing, il settimanale più diffuso del Belgio che già vinse la prima edizione dell’«Opiter», nel 2060. «Immediatezza, precisione, novità. Queste sono le caratteristiche - si legge nella motivazione del premio - di ogni buon titolo. Soltanto così si fa buona informazione». L’indagine sui prezzi al consumo condotta da Nothing l’anno scorso, fra l’altro, oltre ad aver provocato un terremoto ai vertici del management dell’Agenzia del Commercio belga, ha fatto scuola, visto che altre testate del Secondo Impero (fra cui il mensile italiano Eccoci) hanno intrapreso la stessa strada.
«L’insalata di ragni per la quale ho personalmente pagato dieci globi - ha detto l’inviato Pep Jansen - oltretutto era di scarsa qualità. Ed evidentemente è andata di traverso a qualcuno...». Ricordiamo che soltanto due anni fa, in tutto il Belgio ma anche in altri Paesi europei, con dieci globi si poteva acquistare un vettore a tre ruote da quattro posti. E un’insalata di ragni costava trenta centesimi di globo...