Il piatto per viaggiare in mondi lontani

D’estate, chi rimane in città cerca di evadere pensando a mondi lontani... Anche nelle giornate di temperatura più clemente subisco il fascino di questo stupendo periodo dell’anno. Per me l’estate è sinonimo di pesce, verdura e frutta. Cibi leggeri e salutari presenti nella maggior parte delle culture.
Vado a fare la spesa con il desiderio di celebrare questa stagione; nel contempo voglio nutrirmi e rinfrescarmi. L’associazione consumatori ritiene che andare al supermercato a stomaco pieno eviti l’acquisto di quei prodotti «superflui» che costituiscono fino al quaranta per cento di ciò che compriamo. Sicuramente la lista della spesa aiuta a rimanere concentrati su quello che stiamo facendo.
La mia tecnica consiste nel passeggiare con aria svagata tra le corsie di frutta e verdura, poi senza aver scelto ancora nulla passo al banco del pesce; a quel punto arriva la domanda fondamentale che dobbiamo farci tutti: quanto voglio lavorare per cucinare. Poco direi, il minimo indispensabile per il massimo risultato di piacere. Oggi non accendo neanche i fornelli.
Tornato a casa metto subito in frigorifero il carpaccio di polipo e l’insalatina di misticanza. Fa caldo, il massimo dello sforzo fisico che voglio fare è tritare fine un cucchiaino di scalogno. Lo metto in una ciotolina e lo copro con un cucchiaio di aceto balsamico, uno di arancia spremuta e poi sei di olio d’oliva extra vergine. Il più è fatto.
Da lì decidiamo se dare un leggero tocco mediorientale con della menta fresca e qualche goccia di olio di sesamo tostato. In fondo con polipo e arancia siamo un po’ in Sicilia e quindi ci può stare.
Non rimane che mettere l’insalata nel piatto, aggiungere un poco di sedano bianco a fettine, qualche pomodorino e sopra il carpaccio di polipo. Mischio bene la vinaigrette e condisco il tutto. Un poco di basilico come guarnizione profumata. Chiudo gli occhi e mentre mangio non sono più in città.