Piazza Affari ai minimi dal 2004

Soffrono bancari, tlc e utility

A Piazza Affari il rialzo dell’avvio prima si assottiglia e poi nel pomeriggio, con l’appesantirsi di Wall Street, arriva la debacle che porta gli indici ai livelli di fine 2004: il Mibtel cede il 2,48% mentre l’indice S&P/Mib perde il 2,68%, tra scambi per 3,3 miliardi. Alla fine anche Eni, che aveva tenuto durante il corso della seduta, scivola e chiude in ribasso dello 0,44 per cento. Giù Enel (-2,73%), Erg (-2,47%) e Snam (-1,25%). In controtendenza Saipem che, a fine seduta, chiude in rialzo dell’1,98%. E tra le utility Acea ha lasciato il 5,11% e A2A l’1,02%. Controcorrente Acsm che ha guadagnato il 2,56%.
Pioggia di ordini in vendita anche su Fiat (-4,25%), trascinata lontana da quota 10 euro mentre Ifil perdeva l’1,07% e Ifi il 2,85 per cento. In calo le banche: sprofonda Mps (-4,34%) con Popolare di Milano (-4,15%). Intesa Sanpaolo ha perso il 4,83%, Unicredit il 3,18%, Mediobanca il 2,65%.
Scivolone anche per le tlc: nessuna esclusa ma particolarmente colpita Tiscali (-6,49%). Giudizio negativo di Deutsche Bank su Telecom che ha perso il 4,24%: secondo gli analisti dell’istituto tedesco i risultati del secondo trimestre potrebbero deludere.
Atlantia ha perso il 5,4%, Autogrill il 3,84%, Pirelli il 3,75%. In luce. invece, Tenaris che chiude in rialzo dell’1,7%.
E tutte le Borse europee chiudono in pesante rosso nel timore, alimentato da Wall Street, di una nuova debacle del settore finanziario. L’indice Ftse 100 a Londra lascia sul terreno il 2,69%, il Cac 40 di Parigi cede oltre il 3% e il Dax 30 di Francoforte perde il 2,41%. In rialzo, invece, i titoli energetici trainati dal nuovo record del petrolio oltre i 147 dollari al barile.