Piazza Affari, caccia ai titoli bancari

Le ipotesi di aggregazione fanno volare Capitalia, Mps e le Popolari

da Milano

La possibile fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo potrebbe innescare reazioni a catena, ma è troppo presto per valutarne tutte le conseguenze. Questo il commento degli analisti secondo cui anche gli altri istituti italiani coinvolti nel risiko bancario potrebbero accelerare le proprie mosse. E infatti la Borsa ieri si è mossa di conseguenza: a eccezione di Unicredit (meno 0,42%), sono piovuti ordini di acquisto su Capitalia (più 2,94%), Mps (più 2,02%), Mediobanca (più 5,06%) e le Popolari, con la Italiana (più 0,51%) al centro degli appetiti della Milano (più 3,44%), della Verona-Novara (più 2,02%) e di Bpu (più 1,69 per cento).
La scommessa di un avvicinamento tra Unicredit e Capitalia, a esempio, raccoglie consensi ma pone il problema della creazione di un unico gruppo con oltre il 20% di Mediobanca e una grossa fetta di Generali. Eppure l’ipotesi che il prossimo 10 settembre gli olandesi di Abn Amro possano annunciare l’abbandono del patto parasociale non viene ritenuta impossibile. Il presidente di Capitalia, Cesare Geronzi, e l’amministratore delegato Matteo Arpe, probabilmente, stanno valutando anche questa possibilità e non è escluso che nel cda in programma il 7 settembre per la semestrale possano mettere sul piatto eventuali soluzioni per sostituire gli olandesi. Se Abn lascia, le sue quote devono essere cedute agli azionisti del patto stesso o a nuovi soci indicati dal principale azionista.
Più difficile, invece, è ritenuta l’ipotesi di un avvicinamento tra Mps e Capitalia. Il presidente di Rocca Salimbeni, Giuseppe Mussari, al meeting di Rimini ha detto di non credere «ai fuochi d’artificio», rispondendo all’ipotesi di nuove alleanze. Un modo per ribadire che Siena continua a guardarsi intorno, ma senza fretta. In gioco potrebbe rientrare il Bilbao, orfano di Bnl, o la stessa Abn Amro.
Nel risiko un ruolo particolare potrebbero giocarlo le Popolari e, soprattutto, la Bpi per le possibili nozze con una delle tre pretendenti in lizza: la Milano, la Verona-Novara e l’Emilia Romagna. L’istituto guidato da Roberto Mazzotta oggi viene dato in testa sui concorrenti, ma solo tra una settimana la Bpi riunirà il proprio cda e, solo allora, il mercato potrebbe avere una prima risposta.