Piazza Affari chiude pesante, Ftse Mib -2,72%. A picco Fiat e banche

Piazza Affari chiude in calo una seduta pesante per tutti i listini europei ancora agitati dallo spettro di un default della Grecia: il rinvio a metà novembre degli aiuti ad Atene non ha certo tranquillizzato gli operatori. Hanno pesato anche la crisi di liquidità di Dexia, che è crollata in Borsa e rischia di essere la prima vittima della crisi del debito europea, e le prospettive economiche poco confortanti dipinte dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet. Il Ftse Mib ha segnato un -2,72% a 14.243 punti, mentre l'All Share ha ceduto il 2,46%. Dopo un'apertura in deciso ribasso, gli indici hanno ampliato le perdite, trascinati dal comparto bancario e da quello dell'auto, in seguito al taglio delle stime sugli utili del settore in Europa da parte di Rbs. Lieve recupero sul finale dopo che il numero uno Ben Bernanke ha confermato che la Fed è pronta a prendere nuove iniziative per sostenere l'economia e l'occupazione negli Stati Uniti. La maglia nera del listino principale va a Fiat industrial (-8,46% a 4,88 euro), tallonata dall'auto (-7,47%) e da Exor (-7,05%). Perdite pesanti anche per Pirelli (-5,08%). Tra i cementi, molto male Buzzi (-7,27%). Tra gli industriali sale solo Impregilo (+2,65%, unico titolo positivo del Ftse Mib), dopo le indiscrezioni di stampa sull'interesse da parte di nuovi investitori. In rosso tutto il comparto bancario, a cominciare dalle «big», Intesa sp (-6,19%) e Unicredit (-4,50%). Perdite significative anche per Mps (-5,22%) e Bpm, che chiude in calo del 5,57% una seduta altalenante, con volumi di scambio tripli rispetto alla media, nel giorno del cda che convocherà l'assemblea. Nell'energia, ribassi inferiori per Enel (-1,33%) ed Eni (-0,54%), mentre scivolano Saipem (-5,61%) e Tenaris (-3,98%). Pesanti Mediaset (-4,94%) e Parmalat (-5,29%).
Le Borse estere. Le Borse europee chiudono in netto calo. Crolla Atene, con l'indice Ase che perde il 7,61% , mentre tra le piazze principali a indossare la maglia nera è sempre Francoforte, che cede il 2,98%. Il Cac 40 di Parigi cede il 2,61% e l'Ibex di Madrid scivola dell'1,54%. E anche Londra, che nelle sessioni precedenti aveva limitato le perdite rispetto alle altre Borse del Vecchio Continente essendo fuori dall'eurozona, segna un ribasso più o meno in linea con l'andamento generale. L'indice Ftse 100 cede infatti il 2,58%, segno che l'effetto contagio della crisi dell'euro - come dimostrano le perdite di Wall Street - continua ad allargarsi sui mercati.