Piazza Affari chiude in ribasso, Ftse Mib -2,30% Giù banche

Chiusura di seduta in forte ribasso per la Borsa valori, di nuovo spaventata dalla crisi del debito europea, dopo le dichiarazioni del ministro tedesco Schaeuble secondo cui non vi sarà una soluzione definitiva al vertice Ue del 23 ottobre. L'indice Ftse Mib cede il 2,30%, All Share -1,98%. Per Piazza Affari un avvio di settimana problematico. Dopo un illusorio rialzo nelle prime battute, con l'indice capace di guadagnare anche il 2% sulle speranze innescate dal G20 nel fine settimana, è venuto il brusco richiamo alla realtà. Il ministro delle finanze Schaeuble ha affermato che la soluzione alla crisi greca non è imminente, e che l'intesa con le banche per il taglio dei rimborsi, ora al 21%, dovrà essere rivista al rialzo. Schaeuble ha aggiunto che le banche dovrebbero raggiungere un requisito minimo di capitalizzazione del 9% del core Tier 1. Immediati gli effetti sul listino, arrivato a perdere fino al 3%, con riflessi anche su Wall Street, su cui poco ha potuto la buona trimestrale di Citigroup. Bancari sempre nel mirino, con Unicredit protagonista di forti oscillazioni, oggi in ribasso del 6,12% dopo una sospensione. Intesa cede il 5,32%, Banco Popolare il 4,28%. Si sgonfia Bpm (-4,84%). Tra i finanziari Fonsai perde il 4,03%. Male Diasorin (-10,09%) che oggi ha presentato il piano industriale al 2015 con le stime di chiusura del 2011. Fiat perde il 4,37%, Fiat Industrial il 3,87%, giù Finmeccanica con un -4,89%. In rialzo Parmalat (+3,36%). Nell'energia sale Saipem (+3,20%) dopo l'annuncio di nuovi contratti offshore per 1,5 miliardi di euro. Tra i titoli minori sale Mittel (+4%), Lazio +8,33% dopo la vittoria nel derby con la Roma.
Le Borse estere. «Effetto Berlino» negativo per le Borse europee. A Londra l'indice Ftse 100 cede lo 0,54%. A Francoforte il Dax cala dell'1,81% e a Parigi il Cac 40 arretra dell'1,61%.