Piazza Affari crolla con Wall Street, Ftse Mib -3,45%. Giù banche e Fiat

Si è trasformata in una seduta nera una giornata che era iniziata con un tentativo di rimbalzo per la Borsa di Milano. Trascinata al ribasso insieme alle altre piazze europee da Wall Street, Piazza Affari ha chiuso sui minimi con il Ftse Mib in calo del 3,45% a 21.404 punti e l'All Share a -3,34% a 21.938. In crescita il controvalore degli scambi, pari oggi a quasi 3,6 miliardi di controvalore. Wall Street è stata appesantita dal dato negativo sulla disoccupazione, con i sussidi settimanali saliti a sorpresa; i mercati europei hanno anche risentito delle parole del governatore della Bce, Jean Paul Trichet, che ha parlato di ripresa moderata e irregolare nel 2010, di «squilibri di bilancio ampi e crescenti» in molti Paesi e di disoccupazione in aumento. Invariati i tassi all'1%. Milano ha sofferto più del resto d'Europa per il peso del comparto bancario, condizionato dai risultati di Deutsche bank e Santander. Le peggiori performance sono state quelle di Intesa Sanpaolo (-5,33%) e Mediobanca (-5,24%); calo di oltre il 5% anche per Unicredit (-5,01%) che oggi ha annunciato il successo dell'aumento di capitale da 4 miliardi, con le nuove azioni sottoscritte al 98,23%. Giù anche Bpm (-4,83%) e Banco Popolare (-3,8%). Pesante anche Fiat, che ha lasciato sul terreno il 4,54%, mentre prosegue il confronto con il governo sugli incentivi. Male anche la controllante Exor (-2,11%), mentre nel comparto limita le perdite Pirelli (-1,43%), in rialzo in mattinata grazie a un report positivo.
Tutti in rosso i titoli del paniere Ftse Mib, con gli energetici appesantiti dal calo del prezzo del petrolio e dai risultati negativi del quarto trimestre 2009 presentati da Shell; Eni segna -2,59%, Enel -2,36% nel giorno della riunione del cda per i dati preliminari 2009 (il presidente Piero Gnudi li ha preannunciati «in linea con le aspettative), Saipem -1,49% e Snam rete gas -0,37%. Telecom Italia cede l'1,81% mentre nella prima fase era arrivata a guadagnare oltre il 2% dopo le dichiarazioni del presidente del consiglio Silvio Berlusconi sul dossier Telefonica («Non ho avuto ancora nessuna proposta che riguarda Telecom», ha detto, ricordando però che «siamo un governo liberale, viviamo in un libero mercato»). All'inverso, Prysmian è stata tra i titoli peggiori sin dalle prime battute e ha chiuso in calo del 4,39% tra scambi che hanno coinvolto il 3,9% del capitale (quasi 4 volte la media giornaliera dell'ultimo mese) su indiscrezioni di un collocamento in corso della quota detenuta dai coreani di Tahian, pari al 9,9%. Male Italcementi che perde il 3,18% all'indomani della presentazione dei primi dati 2009. Giù il comparto assicurativo, con Generali -4,66% e Unipol -3,07%.
Le Borse estere. Le Borse europee affondano per il timore dei crescenti deficit di molti paesi dell'Eurozona. Nel mirino in particolare Grecia, Portogallo e Spagna. A Londra l'indice Ftse 100 perde il 2,17%. Francoforte scende del 2,45% e Parigi del 2,75%. A picco Madrid che affonda del 6,1%, mentre Atene lascia sul terreno il 3,89%.