Piazza Affari maglia nera Ue

Montepaschi risale la corrente

È Piazza Affari il fanalino di coda del Vecchio Continente. Il mercato milanese con il calo del Mibtel (meno 1,89% a 24.673 punti) e dello S&P/Mib (meno 1,95% a 32.179 punti) ha fatto registrare la peggior flessione a livello europeo. A scatenare le vendite è stata Telecom Italia, bersagliata sin dall’avvio delle contrattazioni. Pesanti poi le banche, Parmalat e Fiat tornata sotto i 13 euro. Mediobanca ha chiuso sotto la parità (meno 1,15% a 12,14 euro). Controcorrente Mps (più 1,19% a 2,88 euro) dopo l’ok all’aumento di capitale.
Ancora, giù Atlantia (meno 0,72% a 20,75 euro), Autogrill (meno 0,6% a 10,35 euro) e Lottomatica (meno 0,42% a 23,68 euro). Pirelli e L’Espresso sono tra le poche società a maggiore capitalizzazione positive in Piazza Affari. La Bicocca è cresciuta dello 0,80% a 0,64 euro e il gruppo che fa capo a Carlo De Benedetti del 2,2% a 2,7 euro. Sono salite anche Rcs (più 2,3% a 2,45 euro), Benetton (più 6,24% a 9,21 euro) e Eurotech (più 3% a 4,23 euro).
Ma è stata una giornata difficile per tutti i mercati. Le borse europee hanno chiuso la seduta ai minimi da sei settimane, scivolando ancora una volta sui timori di recessione negli Stati Uniti. L’indice paneuropeo FTSEurofirst 300 si è attestato a 1.268,60 punti, il livello più basso dal 23 gennaio scorso. Francoforte ha ceduto l’1,17%, Londra ha lasciato sul terreno l’1,15% e Parigi ha perso l’1,26%, mentre Zurigo ha archiviato la seduta in calo dell’1,32%. Brutte notizie anche dal fronte dei rendimenti dei titoli pubblici italiani. Lo spread tra i Btp decennali e i bund tedeschi si è ampliato ulteriormente a 70 punti, toccando il nuovo massimo dall’inizio del 1999.